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Arresti per estorsione a Carrassi: la precisazione di Amiu Spa

L'azienda in una nota sulla propria pagina ufficiale di Facebook si dichiara estranea alla vicenda che ha visto finire in manette 5 esponenti del clan Diomede accusati di estorsione

Rispetto alla notizia, apparsa nelle ultime ore su alcuni organi di stampa, sul presunto legame lavorativo tra uno degli arrestati nell'ambito dell'operazione anti racket nel quartiere Carrassi ed Amiu Puglia SpA, l'azienda tiene a precisare che suddetta persona non è mai stata assunta direttamente da Amiu, bensì è entrata nella pianta organica aziendale solo per un periodo determinato e limitato (da novembre 2012 a luglio 2013), a causa di un'operazione di transito di personale concordata con il Comune di Bari per garantire provvisoriamente la continuità del servizio di pulizia e di custodia dei bagni pubblici in muratura cittadini.

A causa di problemi occorsi con l'azienda aggiudicataria della gara per la pulizia e la custodia dei bagni pubblici, al fine evitare che il servizio subisse uno stop - con relativi disagi per i cittadini - e che i lavoratori impiegati nel servizio potessero rimanere senza occupazione, in attesa di nuova gara tutti gli operatori passarono momentaneamente nell'organico di Amiu Puglia, in base a un accordo sindacale e all'applicazione della così detta clausola sociale, nonché con delibera di giunta.

I medesimi lavoratori, una volta aggiudicato il servizio a una nuova cooperativa, furono immediatamente assunti dalla stessa. Amiu Puglia SpA è, pertanto, estranea alla vicenda. L'assunzione diretta della persona incriminata da parte di Amiu Puglia, peraltro, non sarebbe stata possibile, in quanto il regolamento aziendale prevede espressamente il divieto di assumere personale con precedenti penali.

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