Poliziotta morta dopo tre interventi in 40 ore: l'ex direttrice sanitaria del Policlinico di Bari è stata assolta

"Il fatto non sussiste" secondo il gup. Maria Giustina D'Amelio era accusata di omissione di atti d’ufficio per la morte della 27enne Angela Valeria Lepore

Assolto dal gup del Tribunale di Bari "perché il fatto non costituisce reato", l'ex direttore sanitario del Policlinico di Bari, Maria Giustina D'Amelio, accusata di omissione di atti d’ufficio. Reato relativo al mancato rilascio di tutta la documentazione sanitaria relativa alla morte di Angela Valeria Lepore, la 27enne di Toritto, agente di Polizia Penitenziaria, deceduta nel luglio 2014 dopo tre interventi chirurgici negli ospedali pugliesi di Manduria, Santissima Annunziata di Taranto e Policlinico di Bari.

Secondo quanto denunciato dalla famiglia Lepore e dalle successive indagini della Procura di Bari, coordinate dal pm Claudio Pinto, la dirigente, difesa dall’avvocato Antonio La Scala, tra giugno e settembre 2017 avrebbe omesso di rilasciare la documentazione sanitaria completa sul decesso della ragazza, più volte chiesta dalla famiglia. Durante il processo, celebrato con il rito abbreviato, è stata la stessa Procura a chiedere l’assoluzione.

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Sulla vicenda della morte della 27enne pendono attualmente altri procedimenti penali dinanzi al Tribunale di Taranto per omicidio colposo e falso, a carico di due medici dell’ospedale Santissima Annunziata, la struttura in cui Valeria Lepore subì il primo intervento chirurgico. Nell’arco di 40 ore la ragazza, dopo essere stata trasferita dal pronto soccorso di Manduria agli ospedali di Taranto e poi al Policlinico di Bari, dove fu dichiarato il decesso, fu sottoposta a tre interventi, di rimozione di un calcolo renale, di impianto di un polmone artificiale e infine di craniectomia.

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