Danni all'agricoltura da fauna selvatica, primo sì della Regione. Il M5S: "Non abbattere cani e gatti rinselvatichiti"

La proposta di legge prevede l'obbligo dello smaltimento degli animali da allevamento oggetto di predazione negli impianti autorizzati, per il quale sarà previsto il rimborso delle spese all'allevatore

Le Commissioni II e IV del Consiglio regionale pugliese hanno approvato una proposta di legge riguardante norme su prevenzione, contenimento e indennizzo dei danni da fauna selvatica. Il provvedimento, a firma del consigliere Pd Donato Pentassuglia, è stato approvato a Maggioranza con l'astensione del M5S e del consigliere Mino Borraccino. La proposta di legge prevede l'obbligo dello smaltimento degli animali da allevamento oggetto di predazione negli impianti autorizzati, per il quale sarà previsto il rimborso delle spese all'allevatore, con alternative, sotto controlli ufficiali, riguardanti incenerimento o sotterramento in loco in zone isolate o in zone che possono presentare rischi per il personale addetto al recupero. 

Il dettaglio della proposta

La proposta prevede anche il controllo programmato delle specie alloctone: i prelievi in deroga e le operazioni di eradicazione di cormorani e storni, sono autorizzate dalla Regione in attuazione della legge 157/92 per impedire che producano danni alle imprese agricole e di acquacoltura. Il provvedimento è dotato finanziariamente di 250mila euro. Pentassuglia ha sottolineato "l’utilità di una normativa finalizzata a sostenere le aziende agricole messe in ginocchio dai danni provocati dalla fauna selvatica". Accolto un emendamento di Fi sul dimezzamento dei tempi di erogazione degli indennizzi. Per i consiglieri del M5S Bozzetti, Barone, Casili e Galante, l'auspicio è che "la proposta di legge approvata possa costituire un impulso per la Giunta regionale, rimasta inerte fino ad oggi, per attivare le misure necessarie a dare una risposta concreta all’emergenza che sta interessando gli agricoltori pugliesi. Ci siamo astenuti - spiegano -sull’intero provvedimento essenzialmente per due ragioni: non condividiamo l’articolo che estende le misure di controllo anche agli animali domestici inselvatichiti e, al contempo, perché la maggior parte delle misure di controllo e tutela della fauna selvatica sono già disciplinate dalla legge sulla caccia, tanto che la Giunta avrebbe già potuto fare qualcosa di concreto per gli agricoltori”

"Adottare provvedimenti attuativi"

“Le misure previste - continuano i pentastellati - rischiano di restare lettera morta se la Giunta non provvederà in tempi brevi ad adottare i previsti provvedimenti attuativi, come ad esempio i criteri per la quantificazione dei danni provocati dalla fauna selvatica alle colture ai fini della determinazione degli indennizzi, le misure per incentivare gli interventi di prevenzione e una specifica pianificazione regionale che disciplini le attività di controllo degli ungulati attraverso una definizione delle aree destinate ad ospitare i cinghiali e di quelle a prevalente destinazione agricola. Ripresenteremo l’emendamento soppressivo della disposizione dell’articolo 5 relativa al controllo degli animali inselvatichiti sperando in un voto diverso dell’aula. È evidente infatti - concludono - il paradosso tra una legge regionale sulla caccia nella quale era stata stralciata la parte relativa alle attività di controllo sugli animali domestici inselvatichiti e la reintroduzione della stessa in questa proposta di legge".  Critico, invece, il consigliere Borraccino: "Nella II e IV Commissione regionale congiunta di questa mattina - dice - , che ha trattato la pdl sui danni da fauna selvatica, ho confermato la nostra posizione nei confronti della nuova proposta di legge regionale, non condividendo la cruda decisione che prevede l’abbattimento degli animali domestici, anche di cani e gatti inselvatichiti". 

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