Atr72, nove anni dalla tragedia. I familiari delle vittime chiedono giustizia: "La sentenza resta inapplicata"

Oggi l'anniversario del disastro aereo di Capo Gallo, in cui persero la vita 14 pugliesi. Ma nonostante le condanne definitive emesse nel 2013 oggi nessuno dei responsabili sta scontando la pena. E i parenti lanciano un appello al governo

Sedici vittime - tra cui 14 pugliesi - e una sentenza definitiva di condanna per i responsabili del disastro emessa nel marzo 2013. Eppure per la tragedia dell'Atr72 Bari-Djerba, precipitato nelle acque di Capo Gallo il 6 agosto 2005, "non è ancora stata fatta giustizia".

Da quel terribile giorno sono passati nove anni. Oggi, come accade in occasione di ogni anniversario, le vittime saranno commemorate con una messa che si terrà nel pomeriggio nella chiesa di San Sabino e una cerimonia a Parco Perotti, dove si trova la stele che ricorda la tragedia.

Ma nel giorno della commemorazione resta l'amarezza dei familiari di chi ha perso la vita in quel disastro aereo. Nel 2013 la Corte di Cassazione ha sancito definitivamente le responsabilità della tragedia, condannando a pene detentive tra 6 anni e otto mesi e 5 anni e otto mesi, sette imputati tunisini (i due piloti, il direttore generale, il direttore tecnico, due responsabili della manutenzione e il meccanico della Tunintair). Ma sino ad ora nessuno dei condannati sta scontando la pena. Per questo i parenti hanno lanciato un nuovo appello al governo, affinchè la sentenza venga fatta rispettare.

"Abbiamo chiesto al ministro Orlando di farci avere un messaggio o resoconto sullo stato di esecuzione della condanna penale. Ora chiediamo pure al presidente Matteo Renzi che la giustizia italiana sia rispettata e che venga applicata la sentenza emessa dai giudici della Corte di appello di Palermo, perchè solo così potremo onorare la memoria di chi non c'è più e lo stesso Stato italiano potrà riscattarsi dalla condizione di umiliazione in cui rischia di essere posto dallo Stato tunisino", scrive in una nota il presidente dell’associazione 'Disastro aereo Capo Gallo 6 agosto 2005', Rosanna Albergo Baldacci.

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"Il processo si è concluso – ricorda Albergo Baldacci – i responsabili sono stati individuati e condannati in via definitiva ma, a tutt'oggi, nessuno di loro sta scontando la pena. Finora i colpevoli l’hanno fatta franca e continuano la loro vita come se nulla fosse successo. Ci chiediamo a cosa servano tre gradi di giudizio, spese processuali, anni di indagini, perizie, rogatorie internazionali, se poi tutto si traduce in un nulla di fatto sul piano dell’esecuzione penale. Dobbiamo invidiare l’India – conclude il presidente dell’ associazione – o meglio il governo indiano, per come trattiene i due marò italiani non ancora condannati? Noi non ci siamo rassegnati".

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