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Soldi, buoni benzina e un orologio di lusso in cambio di favori su appalti Arca: arrestato dg Lupelli

In manette anche 2 imprenditori: per un altro titolare d'azienda interdizione per un anno dalle cariche societarie. Nell'ambito di un altro 'filone' nato dall'inchiesta arrestati anche un avvocato e una dipendente del Tribunale

Un orologio di lusso, buoni elettronici carburante e buste di danaro: secondo i magistrati  tre "distinte condotte di corruzione" per altrettanti appalti riguardanti la realizzazione di case popolari in diversi quartieri di Bari. E' finito in manette, questa mattina, Sabino Lupelli, direttore generale di Arca Puglia Centrale, l'agenzia che gestisce oltre 20mila alloggi popolari tra il capoluogo pugliese e centri dell'area metropolitana. Lupelli è stato arrestato dalla Guardia di Finanza nel blitz 'Bari Connection' con l'accusa di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta avviata dai pm Lino Giorgio Bruno e Savina Toscani. Il provvedimento è stato emesso dal gip Giulia Romanazzi: in manette sono finiti anche gli imprenditori Antonio Lecce e Massimo Manchisi. Interdizione di un anno dalle cariche societarie, invece, per l'imprenditore Dante Mazzitelli. In un altro 'filone' dell'inchiesta, lo stesso Lupelli, il suo avvocato Fabio Mesto e una dipendente della Procura di Bari, Teresa Antonicelli, devono invece rispondere, in concorso, di corruzione in atti giudiziari, rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico: la cancelliera, infatti, avrebbe violato il fascicolo d'inchiesta sulla presunta corruzione, in cambio, da parte di Lupelli, di una promessa di sostituire la casa popolare dove abiterebbe, con una di migliore comfort.

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Tre episodi contestati

La Procura ha approfondito gli accertamenti su Lupelli cominciando però con un'altra inchiesta. I magistrati, infatti, stavano indagando sull'aggiudicazione della gara per il servizio di portierato di Arca Puglia dove era emersa un'ipotesi di reato riguardante una presunta turbata libertà degli incanti. Gli inquirenti hanno così potuto inserire i dispositivi per intercettazioni audio e visive nell'ufficio di Lupelli e nelle auto di alcuni degli arrestati. Il primo episodio risalirebbe a febbraio 2017: il dg di Arca avrebbe ricevuto, nel suo ufficio, un lussuoso orologio dall'imprenditore Mazzitelli, amministratore dell'azienda che si era aggiudicata l'appalto della stessa agenzia per realizzare alloggi popolari a Carbonara. Precedentemente, Lupelli, come commissario straordinario di Arca Puglia Centrale, aveva emesso alcune delibere per approvare varianti in corso d'opera in favore dell'azienda di Mazzitelli. Dopo la presunta dazione, invece, Lupelli, aveva rilasciato "tempestivamente il visto di legittimità necessario e propedeutico alla liquidazione in favore dell’ impresa della rata 'a saldo' " di un importo di poco oltre 90mila euro.

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Il secondo episodio, invece, si riferirebbe all'appalto per la costruzione a Mungivacca di 100 alloggi destinati agli studenti di Università di Bari e Politecnico, vinto dalla ditta Aedes Aurora srl, il cui amministratore è Antonio Lecce. Questi, per i magistrati, avrebbe consegnato, a marzo 2017, un gran quantitativo di buoni elettronici per carburante, da 50 e 100 euro, oltre a denaro contante. Nel terzo ed ultimo episodio, invece, Lupelli avrebbe ricevuto "denaro o altra utilità" in due buste per favorire Massimo Manchisi e le imprese da lui amministrate Ca.Ma Costruzioni Srl e Caementarius Srl aggiudicatarie dei lavori di costruzione e ristrutturazione di alloggi Erp a San'Anna, San Girolamo e Madonnella. Per la Procura, Lupelli avrebbe agito con riferimento alla nomina dei componenti della commissione che si sarebbe espressa sulle "riserve" in aumento per oltre 3,3 milioni di euro formulate dalla Ca.Ma, adoperandosi affinché Arca affidasse direttamente alle imprese consorziate Ital-Caementarius Srl, le quali si erano già aggiudicate l'appalto per i 103 alloggi Erp a San Girolamo, ulteriori lavorazioni aggiuntive da 880mila euro.

Le dazioni sarebbero avvenute il 14 aprile e il 15 giugno 2017. A luglio di quest'anno, Lupelli aveva ricevuto un avviso di prolungamento delle indagini per l'inchiesta sul portierato Arca: qualche mese dopo, si sarebbe quindi verificato l'episodio di intrusione nel fascicolo sulle indagini per corruzione ad opera della cancelliera della Procura, "su istigazione di Lupelli e dell'avvocato Mesto". Al legale, la dipendente avrebbe poi riferito il contenuto delle notizie riservate sull'inchiesta Arca.

Gli inquirenti. "Preoccupante fenomeno di mercimonio"

L'inchiesta va avanti con approfondimenti su alcuni indagati a piede libero e sequestri in corso. I cantieri ,in ogni caso, anche in base all'orientamento dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, non dovrebbero subire stop:  "Dalle indagini - ha affermato il pm Bruno - è emerso un preoccupante fenomeno di mercimonio delle funzioni pubbliche esercitate da Lupelli, oltre a varie condotte di corruzione con più imprenditori coinvolti, dazioni di futilità come un orologio dal valore elevato, buoni elettronici in carburante, denaro contenuto in buste. E' emerso anche un quadro preoccupante che ha coinvolto una dipendente della Procura della Repubblica", fatto definito "doloroso" dagli stessi inquirenti. Per il generale Nicola Altiero, comandante provinciale GdF Bari, "la difficoltà investigativa maggiore è quella di capire esattamente l'approccio e l'atteggiamento che i soggetti coinvolti avevano reciprocamente. Nel corso delle intercettazioni ambientali abbiamo assistito a riunioni tecniche in cui si sarebbe studiato il modo migliore per aggirare la normativa ed evitare di fare una nuova gara che avrebbe potuto rompere 'le uova nel paniere'. Le varianti, inoltre avrebbero consentito di far lievitare i costi e di rinegoziare il contratto. Tutto questo avrebbe permesso di scivolare dal contratto originario, presupposto per negoziare forme di dazione con danaro e beni di lusso".


 

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