rotate-mobile
Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

"Appalti illeciti per la raccolta rifiuti" nel Barese: sette indagati, sequestrati beni per 20 milioni

L'inchiesta condotta dalla Finanza e coordinata dalla Procura di Bari vede coinvolta la Lombardi Ecologia: secondo quanto accertato, la società sarebbe riuscita a 'mascherare' debiti verso il Fisco partecipando così a bandi di gara pubblici pur non avendone i requisiti

Un sequestro preventivo di beni del valore di 20 milioni di euro è in corso di esecuzione da parte della Guardia di Finanza nei confronti di 7 persone, nell'ambito di un'inchiesta condotta dai finanzieri di Monopoli e coordinata dalla Procura di Bari, relativa a presunti appalti illeciti nel settore della raccolta rifiuti nel Barese.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di corruzione, frode in pubbliche forniture, turbata libertà degli incanti e reati fallimentari.

>> Aggiornamento: il tribunale del Riesame annulla sequestro <<

Le indagini, coordinate dal procuratore di Bari Roberto Rossi con il sostituto Giuseppe Dentamaro, sono partite nel 2016 dopo alcuni esposti relativi ai Comuni di Conversano e Triggiano e alla gara d'appalto aggiudicata alla triggianese Lombardi Ecologia srl, operante nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, e da un'altra vicenda, precedente, relativa ad un contenzioso della stessa società con il Comune di Conversano per il mancato versamento del ristoro ambientale relativo alla discarica Martucci.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l'amministratore unico della società, Rocco Lombardi, "nonostante la società avesse una consistente esposizione con il fisco per oltre 50 milioni di euro", sarebbe riuscito - spiegano gli investigatori in una nota - "a mascherarla ai fini della partecipazione ai bandi di gara, con il ricorso a frequenti rateizzazioni del debito tributario". In questo modo, "le cartelle di pagamento notificate all'impresa appaltatrice venivano puntualmente dissimulate da provvedimenti di rateazione che consentivano di superare la qualificazione giudiridica della 'definitività' delle gravi violazioni fiscali e quindi la non 'menzione' negli archivi della società di riscossione, tramite i quali l'Agenzia delle Entrate effettua le interrogazioni necessarie per il rilascio della certificazione ai fini della normativa sugli appalti". In realtà, secondo quanto accertato, "la maggior parte di tali rateazioni non venivano onorate, ma la Lombardi Ecologia srl conservava i requisiti previsti dal Teste unico sugli appalti, necessari per l'aggiudicazione delle gare pubbliche", "che non sarebbero mai avvenute - ritengono gli investigatori - se non grazie alla compiacenza di diversi pubblici ufficiali che hanno intenzionalmente pilotato le procedure in favore della società omettendo i necessari controlli preventivi diretti alla verifica dei titoli".

Tra le varie ipotesi di reato accertate "vi è quella della corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio", contestata a un pubblico ufficiale che, "oltre ad aver assegnato illecitamente alla società un affidamento sotto soglia nel Comune di Cellamare, avrebbe "omesso i dovuti controlli sulla carenza del servizio giornaliero di igiene urbana con contestuale mancata applicazione delle penali previste, a fronte - è l'accusa - di una utilità economica, ottenuta da un responsabile della neo società appaltatrice".
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Appalti illeciti per la raccolta rifiuti" nel Barese: sette indagati, sequestrati beni per 20 milioni

BariToday è in caricamento