Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Comune: inchiesta appalti, Pasculli condannato a due mesi

L'ex assessore agli Appalti condannato per induzione alla corruzione. Risarcimento di 4mila euro per Emiliano: saranno utilizzati per l'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati

Due mesi di reclusione per induzione alla corruzione. Si è concluso così il processo a carico dell'ex assessore agli Appalti e al Contenzione del Comune Emanuele Pasculli. La sentenza è stata emessa oggi dal gup Antonio Diella, che ha derubricato il reato a carico di Pasculli da tentata concussione a induzione alla corruzione. Pasculli era accusato di aver tentato di manipolare l'esito della gara d'appalto per il servizio di pulizie in Comune, favorendo un imprenditore in cambio dell'assunzione di alcuni conoscenti.

I RISARCIMENTI - Il gup ha riconosciuto, inoltre, il risarcimento danni alle parti civili: il Comune di Bari, Michele Emiliano (nella doppia veste di sindaco e di privato cittadino), la cooperativa 'Opera P' e il suo presidente, Raffaele Magrone. Provvisione immediatamente esecutiva pari a quattromila euro in favore di Emiliano che, come annunciato dal suo legale, Gianfranco Grandaliano, li devolverà all'inserimento lavorativo dei soggetti socialmente svantaggiati.


LA VICENDA - Secondo quanto emerso dalle indagini, Pasculli avrebbe garantito al presidente della cooperativa Romeo già titolare dell'appalto per le pulizie in Comune che avrebbe ottenuto l'affidamento del servizio in proroga, chiedendo in cambio l'assunzione di alcuni suoi protetti. Il tentativo però era poi fallito perchè il sindaco Emiliano, dopo il coinvolgimento della ditta Romeo in un'inchiesta giudiziaria, aveva deciso di revocare l'appalto alla cooperativa. Lo stesso sindaco, nell'ottobre 2011 aveva deciso di revocare la nomina all'assessore Pasculli e poi lo aveva denunciato.

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