Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Appalti Trenitalia truccati: 27 arresti. A Bari il centro dell'organizzazione

Le indagini condotte dalla Procura di Firenze: in manette imprenditori e funzionari Trenitalia in 13 città. Un'azienda di Modugno al centro del presunto 'cartello' per la manipolazione delle gare

Corruzione, turbata liberta’ degli incanti, abuso di ufficio e accesso abusivo alle banche dati riservate di Trenitalia: con queste accuse sono finite in manette 27 persone in tredici città italiane, - tra cui anche Bari - arrestate alle prime luci dell'alba dagli agenti della squadra mobile di Firenze e del Compartimento Polfer della Toscana.

"OPERAZIONE ESPRESSO 2" - L'operazione, denominata "Espresso 2" e coordinata dalla Procura di Firenze, riguarda un presunto sistema illecito per truccare le gare d'appalto di Trenitalia. Gli arresti odierni sono il risultato della seconda tranche dell’inchiesta, nell'ambito della quale nell’ottobre del 2011 sono state arrestate 15 persone e indagate 42, accusate di aver pilotato gare relative alla fornitura di accessori per la manutenzione dei treni. Le misure di custodia cautelare sono state eseguite in tredici province, tra cui Firenze, Prato, Ascoli Piceno, Vicenza, Monza, Pavia, Milano, Torino, Bari, Pordenone, Verona, Genova e Napoli.

LE INDAGINI - Secondo le indagini compiute dalla Polfer, le imprese fornitrici di beni e servizi ferroviari al centro dell'inchiesta avrebbero fatto 'cartello', riuscendo controllare la spartizione degli appalti pubblici, grazie all'appoggio di alcuni funzionari di Trenitalia. In particolare, dirigenti e funzionari "infedeli e corrotti di Trenitalia", in cambio di "compensi variabili, fornivano alla cricca criminale degli imprenditori disonesti notizie riservatissime sugli appalti e le offerte". Inoltre, "con modalità di vero e proprio spionaggio industriale", sarebbero riusciti a passare "perfino le chiavi d'accesso ai sistemi informatici riservati dell'azienda ferroviaria". Da qui la capacità di avere accesso agli appalti attraverso "una previa spartizione".

A MODUGNO IL CENTRO DELL'ORGANIZZAZIONE - Secondo quanto emerso dalle indagini e riportato dall'Ansa, il 'cartello' avrebbe fatto riferimento ad una azienda metalmeccanica di Modugno, la Meis, specializzata in riparazioni di macchine elettriche rotanti. Tra gli imprenditori che, secondo l'accusa, avevano accesso alla spartizione e che sono stati arrestati oggi, c'é anche Luciano Marzullo, di 65 anni, imprenditore, coamministratore e contitolare proprio della Meis. Nella prima trance dell' inchiesta, nel novembre 2011, era stato arrestato l'ex amministratore responsabile e comproprietario della ditta, Guglielmo Del Vecchio, di 60 anni: per l'accusa era lui la mente di tutto. Sarebbe riuscito ad ottenere il controllo totale e la spartizione di gare di "elevatissimo valore economico complessivo", creando, per gli investigatori, "un sistema di concorrenza solo apparente tra le aziende legate dal patto spartitorio, con estromissione degli imprenditori onesti dagli appalti di Trenitalia".

 

 

 

 

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