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Assistenza ai malati di Sla, la Asl dopo l'appello del ristoratore Centrone: "Per il paziente un'infermiera dedicata"

In una nota l'azienda ospedaliera barese interviene sulla questione sollevata dal noto ristoratore di Polignano con un appello sui social: "Il distretto 12 ha integrato piano per superare carenze di personale nella cooperativa che gestisce il servizio. Per l'assistito prevista una infermiera dedicata"

Aveva lanciato un appello sui social, dicendosi stanco per l'assenza di un'assistenza adeguata per i malati di Sla e chiedendo l'eutanasia, con un messaggio diretto a Lopalco ed Emiliano: "Li nomino esecutori della mia volontà". Parole forti, quelle scritte dal ristoratore di Polignano Pasquale Tuccino Centrone, che hanno provocato numerose reazioni, tra cui anche quella dell'Ordine dei Medici, che ha chiesto di non ignorare "il grido di dolore" dei pazienti affetti da Sla.

Sulla vicenda interviene oggi con una nota la Asl di Bari: “Nell’ottica di un costante impegno che la direzione della ASL adotta per fare in modo che l’assistenza a questi malati fragili non venga mai interrotta - si legge - il distretto socio sanitario 12 competente del territorio di Polignano era già intervenuto nei giorni scorsi per l’aggiornamento e l’integrazione tempestiva del piano terapeutico auspicato dal paziente Pasquale Tuccino Centrone, affetto da SLA. Per superare le criticità legate alla carenza di personale infermieristico sopraggiunta nella cooperativa che gestisce il servizio, il distretto ha infatti provveduto ad integrare il piano di assistenza, predisponendo la presenza di un infermiere e di un oss, rispettivamente per 5 ore al giorno. Il direttore del distretto 12 Antonio Milano – in accordo con la famiglia Centrone - è venuto incontro alle esigenze dell’assistito e dei suoi famigliari, e ha previsto una infermiera dedicata, in supporto e in affiancamento agli infermieri della cooperativa responsabile della assistenza. C’è massima attenzione da parte della ASL alla assistenza domiciliare, e all’intervento dei distretti, si aggiunge anche l’attività periodica e costante della Unità operativa di fragilità e complessità che ha in carico circa 580 pazienti con patologie neurodegenerative, assicurando a domicilio procedure come inserimenti di Picc (cateteri centrali ad inserzione periferica tracheobroncospie, cambi cannule tracheali e PEG per la nutrizione artificiale) , e controlli continui per verificare lo stato di salute degli stessi”.

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