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I lavori della ferrovia Bari-Taranto in una foto del 2014

I lavori della ferrovia Bari-Taranto in una foto del 2014

Villaggio medievale sotto la futura ferrovia per Taranto? "Non cancellare la Storia"

In via San Giorgio Martire sarebbero stati scoperti resti di un complesso abitato risalente all'VIII secolo, in una zona ricca di ipogei e testimonianze storiche. A segnalare la possibile scoperta, l'associazione Ecomuseale del Nordbarese:"Chiediamo chiarimenti"

Un vero e proprio villaggio risalente all'Alto Medioevo, con resti sotterranei di soffitti ed edifici: un tesoro venuto alla superficie su strada San Girogio Martire, tra Bari e Modugno, durante i lavori per la costruzione della nuova ferrovia per Taranto, in una zona ricca di ipogei e testimonianze storiche. Tutto questo, però, rischia di finire sotterrato dall'esigenza di portare a termine l'opera ferroviaria. A segnalare il caso, l'associazione Ecomuseo Urbano del Nordbarese: "L'area - raccontano gli attivisti - è conosciuta da secoli come centro abitato, grazie alla presenza di numerose lame che ne favorivano la popolazione. La zona era battuta da strade lungo i quali vi erano chiese, monasteri e ipogei. Abbiamo chiesto più volte l'intervento della Soprintendenza che per ora sta effettuando le verifiche archeologiche" con momentanea sospensione dei lavori su quel tratto del 'trincerone' da dove passerà la ferrovia.

"Temiamo però - aggiungono - che tutto questo, si risolva con un nulla di fatto al termine. La dimensione dell'insediamento cresce di volta in volta che si procede con i rilievi". Il rischio, ovviamente, è quello di perdere un importante pezzo di patrimonio storico e artistico di Bari e provincia, un tassello per comporre il mosaico del tempo. L'associazione ritiene che tra i resti rinvenuti, estesi lungo 40 metri e profondi circa 15, possano essere del villaggio di Lucignano, centro, le cui origini rimandano all'ottavo secolo dopo Cristo, di cui gradualmente si sono perse le tracce. Nell'area, tra l'altro vi sono resti di strade d'epoca romana: "E' un itinerario visitato in passato da Orazio, perché non valorizzarlo? Al momento stiamo monitorando la situazione e valuteremo se chiedere l'intervento della Procura per verificare se vi sono delle irregolarità o mancanze nelle rilevazioni archeologiche. Riteniamo, inoltre, che vi possa essere anche un rischio idrogeologico. Non è infrequente, infatti, l'allagamento dell'area a seguito di acquazzoni e forti piogge".

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