Cronaca

Un flash mob per lo Ius soli, Arci in piazza per sostenere l'appello degli insegnanti

Anche a Bari, nella Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione, l'iniziativa a sostegno dell'appello lanciato dai docenti per chiedere l’approvazione della riforma della cittadinanza

In piazza davanti alle scuole, 'indossando' un grande passaporto, per sostenere l'appello di insegnanti ed educatori per l'approvazione dello Ius soli. E' l'iniziativa organizzata da Arci oggi, in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione. In Puglia, i flash mob - cui hanno aderito anche Rete della Conoscenza e Cgil - si sono tenuti a Lecce e a Bari, davanti all'istituto 'Balilla-Imbriani' di piazza Carabellese. 

"Nelle stesse ore in cui la riforma del diritto di cittadinanza sembra incagliarsi nelle ristrettezze aritmetiche dei numeri del Senato - spiegano i promotori - l’Arci lancia la sua mobilitazione a sostegno dell’approvazione della riforma e condivide l’appello di docenti ed educatori. Dal 3 ottobre al 3 novembre, raccogliendo l’invito dell’appello degli insegnanti, primi firmatari Lorenzoni e Affinati, promuoveremo iniziative in tutta Italia in tante scuole di ogni ordine e grado, informando ragazzi e ragazze, genitori e insegnanti, sulle conseguenze positive per l’Italia di questa riforma". 

Oggi, appunto, la prima iniziativa, per rendere "visibile la nostra richiesta di consentire l’accesso alla cittadinanza italiana per le persone di origine straniera e in particolare per coloro che nascono o crescono in Italia".

"Tra i milioni di studenti che sono appena rientrati a scuola - spiega ancora Arci in una nota - più di 800mila, infatti, continueranno a essere segnati da una condizione di diseguaglianza oramai fuori dal tempo e sempre più insopportabile: sono nati o cresciuti in questo Paese che è il loro, ma non sono cittadini italiani e non lo saranno, se va bene, prima dei 18 anni. L’Arci chiede da quasi due anni che il Senato approvi la riforma della cittadinanza e avremmo voluto che questo fosse l’ultimo anno di una incomprensibile disuguaglianza che scava ancora di più il fossato già profondo tra italiani e stranieri, tra noi e loro". "Abbiamo assistito ad una campagna di criminalizzazione degli stranieri e dell’immigrazione che ha colpito anche l’idea di una cittadinanza inclusiva e coerente con la crescita, non solo economica, del nostro Paese. Approvare subito la legge, mettendo da parte gli indugi, equivarrebbe ad una scelta di civiltà". "Riteniamo pericoloso - concludono i promotori - che sul tema della cittadinanza si continui ad assecondare la pancia del Paese e pensiamo che costruire il nostro futuro comune sulla divisione non gioverà a nessuno, tanto meno alla democrazia. Per questa ragione ci sforzeremo di divulgare nelle scuole la corretta informazione sul tema dello ius soli e dello ius culturae. Il tempo delle scelte importanti è adesso e noi non staremo a guardare".
 

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