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Droga, estorsioni e armi: chiusa inchiesta su clan Strisciuglio, 50 indagati

I fatti contestati risalgono al periodo 2011-2015. Secondo la Dda, il gruppo criminale avrebbe gestito i traffici illeciti nei quartieri Libertà, Bari vecchia, San Girolamo, San Pio e Carbonara, reclutando anche minorenni

Ci sono anche il presunto capoclan Domenico Strisciuglio, detto 'Mimmo la luna', e suo fratello Sigismondo, tra i cinquanta indagati in un'inchiesta della Procura di Bari. Gli indagati, tutti presunti affiliati al clan Strisciuglio, sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, traffico e spaccio di droga, detenzione di armi ed esplosivi, lesioni personali aggravate ed estorsione, per fatti riferiti agli anni tra il 2011 e il 2015. Quaranta dei presunti affiliati oggi indagati (37 dei quali ancora detenuti) furono arrestatu nell'ambito dell'operazione "Agorà", condotta dai carabinieri nel luglio del 2015. 

Secondo le indagini della Dda, coordinate dal pm Patrizia Rautiis, il gruppo criminale avrebbe gestito i traffici illeciti - in particolare spaccio di droga - nei quartieri Libertà, Carbonara, Bari vecchia, San Girolamo, Santo Spirito e San Pio, reclutando anche minorenni. Tra gli indagati c'è anche una donna, Eugenia Prudente (attualmente ai domiciliari), moglie di Sigismondo Strisciuglio, accusata di aver portato droga in carcere al marito nel settembre 2011.

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