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Le armi esposte in Ateneo

Le armi esposte in Ateneo

"No alle armi nell'Università", l'esposizione in Ateneo scatena la protesta degli studenti

A suscitare la polemica le armi esposte in occasione di un evento organizzato in collaborazione con la Marina. I ragazzi di Link: "Rivoltante che la nostra istituzione promuova retorica militarista"

Armi esposte nell'atrio dell'Ateneo, in occasione di un convegno dal tema “Stabilità e sicurezza nel contesto marittimo”, organizzato per presentare l'avvio di una collaborazione tra Università e Marina militare. L'iniziativa, però, ha suscitato le critiche dell'associazione studentesca Link, che in una nota protesta contro la scelta di esporre armi all'interno dell'Università. 

"Come studenti troviamo del tutto rivoltante che la nostra istituzione possa prestarsi a simili iniziative - dichiara nel comunicato Luca Ieva, coordinatore di Link Bari - promuovendo una retorica militarista, con tanto di esposizione di armi da fuoco, militari armati e promozione dell'arruolamento. L'Università, lo ricordiamo, dovrebbe lavorare per promuovere la pace tra i popoli e le culture, e non proclamando una richiesta di stabilità tramite l'uso della forza. 

"Un simile atteggiamento - continua la nota - è quanto più ipocrita possibile relazionato all'intitolazione di un'aula studio poco tempo fa a Valeria Solesin, la giovane ricercatrice uccisa a Parigi negli attacchi terroristici del 13 novembre scorso: sono stati gli stessi interventi militari dei Paesi Occidentali a gettare le basi per la creazione dello Stato Islamico, lì dove veniva propagandata l'esportazione dei valori democratici della civiltà, occidentali, si armavano e si favorivano le organizzazioni fondamentaliste, il tutto in nome di guerre combattute solo per l'interesse economico di poche grandi imprese".

"Il fatto che si continuino a tagliare gli investimenti sull'istruzione mentre si sbloccano i fondi per la difesa, come voluto dall'UE, e solo dal Sud venga più della metà degli arruolamenti, mentre la disoccupazione giovanile è al 60%, la dice lunga su quali siano le priorità dell'attuale classe politica. L'Università dovrebbe incentivare il territorio allo sviluppo e all'innovazione e non promuovere forze armate impegnate in guerre di occupazione come sbocco per i suoi studenti".
 

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