Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca Adelfia

Armi e soldi falsi a casa di un insospettabile: nel trolley un milione in banconote contraffatte

Un 30enne incensurato arrestato dalla Squadra mobile ad Adelfia: nella sua abitazione, gli agenti hanno scoperto il denaro e dieci pistole pronte all'uso

Quasi un milione in banconote false, in tagli da 50 e 20 euro, pronte ad essere smerciate sul territorio di Bari e provincia, con conseguenti danni per consumatori e commercianti. Ad operare l'ingente sequestro - uno dei più grossi finora avvenuti in Puglia - gli agenti della Squadra Mobile di Bari, guidati dal dirigente Annino Gargano, che hanno arrestato, ad Adelfia, un 30enne barese, Michele Bratta, incensurato e disoccupato, accusato di detenzione abusiva di armi clandestine, parti di esse e munizioni, e detenzione ai fini della spendita di banconote false.

In casa banconote contraffatte e armi

Nell'ambito di attività investigative legate in particolare alla presenza di armi sul territorio, gli agenti della Sezione criminalità organizzata armi-16della Squadra mobile sono giunti all'appartamento del 30enne, barese ma di recente trasferitosi in una casa in affitto ad Adelfia. Una mossa che, alla luce di quanto rinvenuto nell'abitazione, gli investigatori ritengono legata alla necessità di rimanere 'defilato', in un luogo tranquillo dove poter custodire armi e denaro falso per conto  - è questa l'ipotesi al vaglio della Squadra mobile - di qualche gruppo criminale barese. Le banconote contraffatte - quasi 3.800 pezzi da 20 euro e quasi 18mila da 50 euro - erano custodite all'interno di un trolley, insieme ad altre valigie. Su un armadio, invece, è stata rinvenuta una pistola, mentre altre nove erano in un borsone insieme a due silenziatori e 680 proiettili di vario calibro.

L'arrestato e le indagini su possibili legami con la criminalità

Trent'anni, incensurato e disoccupato (soltanto un lontano precedente, con un coinvolgimento in un'indagine per truffa) Bratta era, in sostanza, un "soggetto sconosciuto" alle forze dell'ordine. E proprio per questo - ritengono gli investigatori - potrebbe essere stato scelto come "cupa vivente" per nascondere arsenale e banconote. Proprio in questa direzione si muovono ora le indagini: capire se e a quale gruppo criminale il 30enne fosse legato. Di recente trasferitosi ad Adelfia - hanno ricostruito gli investigatori - Bratta frequentava abitualmente Bari, muovendosi in particolare tra Japigia, San Pasquale e Carrassi. Nel suo 'profilo', anche una parentela con esponenti di spicco della criminalità di Japigia. Se si tratti solo di un legame familiare, o anche di altro genere, saranno le indagini a dirlo.

Le armi modificate

Di certo c'è un altro elemento che gli investigatori riconducono alla criminalità organizzata barese: il ritrovamento di armi modificate, spesso 20171012_112404-2usate - sottolinea il capo della Mobile, Gargano - dai gruppi malavitosi cittadini. Le pistole ritrovate ad Adelfia - prive di marchio identificativo e matricola - sono fedeli riproduzioni in metallo di armi semiautomatiche, originariamente a salve, ma modificate attraverso la sostituzione della canna, in modo da essere offensive al pari di una normale pistola. Un'operazione - quella dell'alterazione delle armi- che solo "mani esperte" avrebbero potuto compiere. Su armi e proiettili ritrovati saranno ora compiuti accertamenti da parte della Scientifica, anche al fine di rilevare eventuali tracce biologiche.

Il denaro contraffatto e le indagini per risalire alla stamperia

E poi ci sono le banconote contraffatte. Quasi un milione: 956.180 euro, per la precisione. Banconote di ottima fattura - sottolineano gli investigatori - alla vista e al tatto difficili da smascherare, fedelissime alle autentiche per colore e ologrammi. Ora le indagini dovranno far chiarezza sulla provenienza di questo denaro: l'elevata qualità lascerebbe pensare alle stamperie campane, concentrate in particolare nel napoletano e nel salernitano, ma non è escluso che la centrale del falso si trovi proprio in Puglia. Quel che è certo, invece, è che l'acquisto di una tale quantità di denaro contraffatto presuppone anche un'alta disponibilità di contante. In media, una partita di banconote contraffatte può arrivare a costare anche il 30% del valore nominale delle stesse: una somma ingente che - ancora una volta - fa pensare alla presenza, dietro il ritrovamento, di un gruppo criminale organizzato, dotato anche di una sua forza economica. Ulteriori indagini cercheranno di accertare, inoltre, se le banconote false siano state in parte già 'smerciate' e immesse sul mercato.

*Ultimo aggiornamento ore 14.50

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