Armi e traffico di droga, blitz nel nord barese: 16 arresti

A capo del gruppo, secondo gli investigatori, i fratelli Vincenzo e Gioacchino Baldassarre, di Terlizzi. Nel corso delle indagini, sequestrati diversi quantitativi di hashish, marijuana ed eroina, ma anche armi e munizioni

Avrebbero gestito il traffico di droga e le attività di spaccio nel nord barese. Con questa accusa i carabinieri della Compagnia di Molfetta hanno arrestato all’alba 16 persone (di cui quattro ai domiciliari), accusate a vario titolo di traffico di sostanze stupefacenti, sequestro di persona e possesso di armi da fuoco. Altri 17 gli indagati. (I NOMI DEGLI ARRESTATI)

A capo della banda, secondo gli investigatori, i fratelli Vincenzo e Gioacchino Baldassarre, di Terlizzi. Le indagini partono nel gennaio del 2013, quando i carabinieri, in prossimità di un casolare di proprietà della famiglia Baldassarre, a Terlizzi, arrestano quattro pregiudicati, trovati in possesso di tre pistole e mezzo chilo di sostanze stupefacenti. Gli accertamenti, condotti anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, permettono ai carabinieri, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, di ricostruire le attività del gruppo, e le relazioni tra i vari arrestati, individuando anche i principali canali di approvvigionamento della droga. A fornire hashish e marijuana è un cittadino marocchino, residente a Corato (tra gli arrestati dell’operazione odierna). L’eroina invece arriva prevalentemente dalla città di Bari, mentre altri quantitativi di marijuana sono procacciati da due presunti affiliati residenti a Triggiano. 

VIDEO: L'OPERAZIONE DEI CARABINIERI, LE ARMI E LA DROGA SEQUESTRATE

Dalle indagini emerge anche il ruolo delle donne (in quattro, parenti di alcuni degli arrestati, figurano tra gli indagati), alle quali sarebbe stato affidato il compito di custodire e trasportare la droga.

Ma il gruppo disponeva anche di un proprio ‘arsenale’. Armi da utilizzare in particolare per intimorire e minacciare eventuali debitori e ‘reclamare’ il pagamento  dei crediti. E’ quanto accade in occasione dell’episodio che dà poi avvio alle indagini, e per il quale alcuni degli arrestati rispondono anche di sequestro di persona. Ad essere preso ‘in ostaggio’ è proprio un presunto componente del gruppo, referente  delle attività di spaccio  sulla piazza di Terlizzi. Ha un debito di 1800 euro da pagare, e un’arma da restituire. Viene portato e trattenuto in un casolare di Terlizzi, gli viene puntata contro una pistola.  A salvare l’uomo, alla fine, è proprio una pattuglia dei carabinieri, che nota strani movimenti nei pressi del casolare e interviene, arrestando quattro persone e sequestrando tre pistole.

Nel corso dell'inchiesta, sono stati arrestati in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi 12 affiliati. In tutto, sono stati sequestrati 30 chili di hashish, 6 di marijuana, mezzo chilo di eroina), quattro pistole di  vario calibro, 2 fucili e numerose munizioni.

*Ultimo aggiornamento ore 16.30
 

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