Altamura: arrestati esecutori e mandante dell'attentato alla sala giochi Green Table

Identificati grazie al dettaglio di un fanale rotto: i motivi del folle attentato risiederebbero nella lotta per il controllo del mercato del gioco d'azzardo. Quattro persone in manette: per loro l'accusa è di tentata strage

Nelle prime ore del mattino, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno arrestato gli esecutori e i mandanti del violento attentato dinamitardo accaduto il 5 marzo scorso ad Altamura alla sala giochi Green Table

L'esplosione dell'ordigno distrusse il circolo ricreativo ferendo gravemente 8 giovani tra cui un ragazzo di 27 anni, tutt'ora in coma per le gravi ferite riportate alla testa, un ragazzo di 33 anni, che rischia di perdere l’uso di un braccio e un ragazzo di 26 anni, che è rimasto sfregiato in volto.

I militari, in seguito all'episodio criminoso, hanno rapidamente individuato una Fiat Punto di colore bianco, ripresa da alcune telecamere mentre transitava nei pressi del luogo dell’attentato, prima e dopo la violenta esplosione. Determinante è stato il particolare di un faro posteriore fulminato.

GLI ARRESTATI - Attraverso una scrematura delle auto dello stesso modello circolanti ad Altamura, è stato possibile risalire ad un giovane 20enne del luogo incensurato, Luciano Forte che avrebbe accompagnato sul luogo dell’attentato Savino Berardi, 25enne di Altamura, già noto alle Forze dell’Ordine, e ad aspettarlo mentre collocava l’ordigno rudimentale a base di tritolo e ad alto potenziale. 

I due sarebbero stati incaricati da Mario Dambrosio, 43enne, fratello di Bartolo Dambrosio, ucciso in un agguato nel settembre del 2010. In manette anche il pregiudicato 36enne Fabio Centonze. 

L’attentatore non si è fatto alcuno scrupolo nemmeno alla vista delle numerose persone presenti nella sala giochi, facilmente individuabili attraverso l’ampia vetrata dietro la quale è stato collocato l’ordigno. La concomitanza di due elementi come la micidiale potenza dell’esplosivo e la consapevolezza della presenza di numerosi giovani a ridosso della vetrata, hanno consentito alla Direzione Distrettuale Antimafia di formulare l’accusa di strage, pienamente accolta dal Giudice per le Indagini Preliminari.

Le modalità dell’attentato e la ferocia con cui è stato eseguito ha suscitato scalpore anche tra esponenti dei clan mafiosi baresi, che hanno dimostrato di essere chiaramente a conoscenza del contesto in cui è maturato l’attentato: il movente è da ricercarsi nella lotta per il controllo del mercato del gioco d’azzardo e più in generale del settore delle sale da gioco.

Dalle indagini che Mario Dambrosio non volesse arrendersi al fatto di aver perso gran parte della sua clientela in seguito all'agguato subito il 31 luglio scorso. Il 43enne si era persino recato nella sala giochi oggetto dell’attentato per prendere un simbolico caffè con i suoi ex clienti, un segnale che non era passato inosservato.

Dopo quegli avvenimenti la tensione tra i clan di Altamura per la gestione delle sale giochi e dei traffici illeciti, come la droga, è rimasta alta, fino a sfociare nella tentata strage del 5 marzo. Non a caso, tre degli odierni arrestati sono chiamati a rispondere anche dell’accusa di spaccio di cocaina, eroina e marijuana.

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