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Cronaca

Azioni eclatanti e giovani rampanti: così i Cipriano controllavano lo spaccio a Bitonto e Palo, 25 arresti

Operazione dei Carabinieri coordinata dalla Dda. Per il procuratore Giannella "si chiude il cerchio" sulla città barese, dopo gli arresti dei mesi scorsi che hanno coinvolto anche i rivali dei Conte

Controllo pervasivo del territorio, centrali di spaccio in abitazioni disabitate ma anche vedette, armi e un monitoraggio 'itinerante' per non lasciare nulla al caso, in un contesto dove i più giovani avrebbero avuto un ruolo importante ruolo operativo. A Bitonto e Palo del Colle il clan Cipriano, nonostante i colpi inferti dalla Giustizia negli ultimi anni, restavano (assieme ai rivali dei Conte) tra i capisaldi nella gestione dei traffici illeciti nei due centri alle porte di Bari: il blitz di questa mattina, denominato 'Porta Robustina' ed effettuato dai Carabinieri in coordinamento con la Dda del capoluogo pugliese, rappresenta un ulteriore tassello nella lotta al gruppo criminoso.

Un'operazione condotta da oltre 100 militari attivi non solo a Bitonto e Palo ma anche a Cassano Murge, ritenuto centro di 'rifornimento' dello stupefacente per il clan. Venticinque le ordinanze emesse dal gip su richiesta della Procura barese, 24 delle quali in carcere e una ai domiciliari, ovvero un collaboratore di giustizia: le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere dedita al traffico e alla commercializzazione al dettaglio di stupefacenti con "metodi e finalità mafiose", potendo contare su una cospicua disponibilità di armi. Gli arresti sono stati eseguiti anche in altre regioni italiane, tra cui Calabria, Sicilia, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia. Tra le persone finite in manette c'è anche un 42enne cassanese che si sarebbe dovuto sposare proprio nella giornata di oggi. 

Le indagini riguardano il periodo tra il 2017 e il 2019 ma, come ha spiegato il procuratore aggiunto di Bari, Francesco Giannella, "gli aggiornamenti nel corso del tempo hanno consentito di dimostrare l'operatività attuale dell'organizzazione". Il lavoro degli inquirenti fu avviato a seguito di due gravi fatti di sangue avvenuti 5 anni fa, in particolare l'omicidio di Edvin Sadiku a Bitetto (il 4 febbraio 2017) e di Anna Rosa Tarantino, l'anziana uccisa per errore a Bitonto il 31 dicembre dello stesso anno nel corso di una sparatoria nel centro storico. Complessivamente sono 43 gli indagati per un'inchiesta che ha visto anche, nel corso dell'attività, sequestri di droga, tra cui 1 kg di marijuana, 400 grammi di cocaina, 500 di hashish e 90 di eroina.

Gli investigatori: "Metodi eclatanti e azioni armate in pieno giorno"

Modalità criminose che gli inquirenti hanno definito "eclatanti" e "tipiche della minaccia mafiosa", con azioni armate anche in pieno giorno. Bitonto, secondo gli investigatori, era controllata in modo meticoloso, con una sorveglianza che curava la sicurezza del clan potendo contare su una capillare rete di 'occhi' sul posto. A Palo del Colle, invece, l'attività avrebbe avuto modalità diverse, più incentrata sul ruolo dei pusher e allo stesso tempo dinamica, adoperando anche utenze di cellulare intestate a terzi e insospettabili, periodicamente cambiate. Turni, auto a disposizione e consegne con efficienza 'militare', dunque, affidando responsabilità anche ai gregari. L'organizzazione, inoltre, avrebbe mantenuto (attraverso elevate disponibilità finanziarie) anche le famiglie dei detenuti su base settimanale, fornendo anche, all'occorrenza, una tutela legale.

Per il procuratore Giannella, con questa operazione "si chiude il cerchio su Bitonto. Abbiamo inizialmente agito con una strategia di contrasto che aveva inizialmente colpito nel modo più rapido gli autori dei fatti di sangue. Successivamente, la Polizia di Stato si è occupata del clan Conte e i Carabinieri dei Cipriano: colpire la rete è stato il passo ulteriore rispetto agli omicidi, ed è stato più complesso".


 

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