Cronaca

Arresto Lavitola: il Tribunale di Bari conferma il procedimento

Nel tardo pomeriggio di ieri il Tribunale del Riesame di Bari ha rigettato la richiesta di revoca della misura cautelare per l'ex direttore de 'L'Avanti' Lavitola, reo di istigazione a mentire o tacere nei confronti di Tarantini

Valter Lavitola va arrestato: è questo quanto scaturito dalla decisione presa ieri dal Tribunale del Riesame di Bari nei confronti dell'ex direttore de 'L'Avanti', attualmente ancora latitante a Panama. Secondo il collegio riunitosi ieri e presieduto da Francesca La Malfa, quindi, sussisterebbero i gravi indizi di colpevolezza nei confronti del faccendiere campano che, così, vede rigettate le richieste di revoca della misura cautelare avanzate da Gaetano Balice, difensore di Lavitola.

Lavitola, insieme all'ex premier Silvio Berlusconi, è infatti indagato per il reato di induzione a mentire o tacere perpetrato, secondo l'accusa, nei confronti dell'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini. Secondo gli inquirenti, cioè, le dichiarazioni rese da Tarantini ai pm nella vicenda escort miranti a non ledere l'immagine pubblica di Silvio Berlusconi (l'imprenditore barese dichiarò che Berlusconi non sapeva che le ragazze portate alle sue feste erano escort), erano indotte dall'ex premier stesso e da Lavitola attraverso la corrispondenza di una somma di denaro a favore di 'Gianpi'. Ora si attende la decisione della Procura di Bari che potrebbe inoltrare la richiesta di estradizione a carico dell’ex direttore dell’Avanti.

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