Cronaca

Omicidio Massari al San Paolo, in carcere i due responsabili

Vito Romito e Giuseppe Massari, nipote della persona uccisa nel 2011, erano stati condannati ieri rispettivamente a 16 e 22 anni di detenzione dalla Corte D'Assise

Nuovo arresto questa mattina, eseguito dai poliziotti della Squadra mobile, peri due pregiudicati baresi, il 31enne Vito Romito e il 35enne Giuseppe Massari, già detenuti per altri reati nelle carceri di Taranto e Lucera, nel Foggiano. La Corte d'Assise d'Appello di Bari ha emesso nei loro confronti un'ordinanza di custodia cautelare per omicidio aggravato, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco e tentata rapina aggravata in concorso, seguito alla condanna in Assise a 22 anni di carcere per Massari e a 16 anni a Romito.

I fatti contestati risalgono al 13 luglio del 2011 quando Nicola Massari, noto pregiudicato per reati contro il patrimonio e zio di Giuseppe Massari, fu ucciso durante una sparatoria seguita ad una tentata rapina in un edificio di via Giaquinto, nel quartiere San Paolo di Bari. Le indagini degli inquirenti avevano portato alla luce la responsabilità dei due arrestati - appartanenti al clan Montani - nell'omicidio. I due erano stati arrestati il successivo 11 novembre, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica, ma erano stati poi assolti in primo ed in secondo grado dal Tribunale di Bari.

Il ricorso presentato alla Corte di Cassazione aveva però annullato la sentenza, chiedendo il rinvio a giudizio alla Corte d'Appello, che ha poi sentenziato il nuovo arresto per i due pregiudicati.

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