Scuole materne sotto sequestro a Valenzano, la protesta di famiglie e maestre davanti al Comune: "Ridateci il nostro asilo"

Genitori, bimbi ed educatrici hanno manifestato per denunciare i disagi seguiti alla chiusura delle due strutture, sequestrate nell'ambito di un'inchiesta su una presunta truffa sui contributi pubblici: "Giusto indagare, ma ai bimbi negato un diritto"

Si sono ritrovati davanti al Comune di Valenzano con i propri bambini e le maestre. Così, come annunciato, questa mattina i genitori interessati dalla chiusura delle due scuole materne paritarie gestite dalla cooperativa 'I cuccioli dell'Aquilone' hanno protestato per denunciare i disagi subiti in seguito allo stop alle attività delle due strutture, poste sotto sequestro preventivo nell'ambito di un'inchiesta relativa ad una presunta truffa su contributi pubblici.

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"Non entriamo nel merito delle indagini, non siamo qui per difendere nessuno ed è bene che la magistratura faccia chiarezza - dicono mamme e papà - Ma chiediamo che i nostri bambini possano tornare a scuola, stiamo subendo disagi pesantissimi".  "La nostra richiesta è che a prescindere dalle indagini, che è giusto che facciano il loro corso, le strutture vengano riaperte - ribadisce una delle maestre - perchè non è giusto per i genitori, per noi educatrici e soprattutto per i bambini ritrovarsi così da un giorno all'altro, senza nessuna spiegazione e senza nessuna garanzia. Ci sono i bambini del nido che dopo due mesi di inserimento si erano finalmente abituati, e avevamo avviato le nostre attività, e invece ci siamo ritrovati in questa situazione".

Nel corso della mattinata, una delegazione di genitori è poi stata ricevuta dal funzionario prefettizio: "E' stato nominato un custode che ora ha otto giorni di tempo per valutare e decidere se riaprire le scuole o meno", spiega un papà riportando il contenuto del colloquio. "Tra otto giorni saremo di nuovo qui per sapere la risposta". Sono proprio quegli otto giorni, però, a provocare ulteriori proteste da parte di alcuni dei genitori presenti: "Quanti di noi dovranno chiedere permessi? Come faremo con il lavoro? Rischiamo il licenziamento", dicono preoccupate le mamme. E c'è anche chi si dice pronto a protestare "ad oltranza", chiedendo che le risposte arrivino in tempi più brevi.

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