Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

"La Asl ci nega le cure", la protesta dei pazienti in carrozzina

La denuncia di dieci pazienti che si sarebbero visti rifiutare dalla Asl un ciclo di cure riabilitative da eseguire in ospedale. Di fronte alle rimostranze dei pazienti, il medico incaricato di rilasciare le autorizzazioni avrebbe chiesto l'intervento della polizia

Niente più cure riabilitative dalla Asl di Bari per i pazienti in carrozzina. E' quanto denunciato da dieci invalidi civili che, nei giorni scorsi, si sarebbero visti rifiutare l'autorizzazione da parte dell'azienda sanitaria locale per effettuare un ciclo programmato di cure riabilitative in regime di ricovero.

Le cure in questione, spiegano i pazienti, sono previste dall'articolo 26 della legge 833/78 per curare e rafforzare la massa muscolare residua, e da circa 20 anni la Asl aveva sempre concesso le autorizzazioni. Fino a qualche giorno fa, quando, convocati da un medico, i pazienti si sono sentiti dire che non avrebbero potuto ottenere le autorizzazioni necessarie. Eppure, soltanto il giorno prima, le stesse persone erano state in quegli uffici per consegnare la documentazione mancante per il completamento della pratica. Di fronte alle loro rimostranze, hanno raccontato i pazienti, lo stesso medico avrebbe reagito chiamando la polizia.

LA NOTA DI PROTESTA - "Attualmente - scrive uno di loro in una nota - ci negano il ricovero già programmato, contravvenendo alla legge 833/78- articolo 26, nel Centro di riabilitazione altamente specializzato per la patologia della poliomielite con un piano terapeutico non reperibile nella Regione Puglia". I pazienti annunciano iniziative "per tutelare - è scritto nella nota - il diritto di sopravvivenza alla malattia".

PALESE (PDL): "I PUGLIESI PAGANO LE TASSE PER RICEVERE DISSERVIZI" - Duro il commento del capogruppo Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, che ha espresso solidarietà ai pazienti coinvolti nella vicenda. "La protesta di questi pazienti - ha dichiarato Palese in una nota - dimostra ancora una volta che purtroppo le tasse regionali aggiuntive non finiscono né a coprire la geografia della non autosufficienza né a ‘coprire con la coperta della Regione i ceti sociali e le figure socialmente vulnerabili denudate’ dai Governi nazionali. Finiscono, ahinoi, nel calderone degli sprechi e degli sperperi delle Asl su cui il Governo Regionale ad oggi non riesce ad avere il controllo per assenza di norme da noi ripetutamente sollecitate e, nonostante questo e nonostante anche secondo l’assessore Pelillo ci fossero le condizioni tecniche per abbassare le tasse regionali, la Giunta ha fatto la scelta politica, ingiusta e sbagliata, di confermarle”.


 

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