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Assalti a banche e furgoni portavalori, sgominata banda: dieci arresti

Il gruppo smantellato dai carabinieri avrebbe progettato colpi in Puglia, Basilicata e Campania, ma anche al nord. Nella notte il blitz dei militari

Avrebbero programmato colpi ai danni di altrettanti portavalori in Puglia, Basilicata e Campania, ma anche attacchi a caveaux di banche del Nord Italia. A far saltare i piani della banda, che aveva la sua 'base' nella Bat, l'intervento dei carabinieri che nella notte hanno arrestato dieci persone.  Per tutti gli arrestati, le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine aggravate in danno di furgoni portavalori e caveaux, nonché ricettazione, riciclaggio, detenzione e porto abusivo di arma da guerra e comune da sparo.

Le indagini dei carabinieri hanno preso avvio da un monitoraggio di elementi sospettati di simili reati, anche a seguito dei numerosi assalti a bancomat avvenuti recentemente tra Puglia e Basilicata. Indagini tradizionali, supportate da pedinamenti in tutta Italia e intercettazioni ambientali, hanno consentito di ricostruire gli assetti organizzativi di una vera e propria banda paramilitare, con ruoli ben definiti, che pianificava gli assalti nei minimi dettagli, in modo da agire senza lasciare tracce.  Dalle attività investigative è emersa anche la creazione e lo sfruttamento di una rete logistica di supporto a ridosso dell’obiettivo, e il ricorso ad armi da guerra, soprattutto di fucili mitragliatori kalashnikov, e ad esplosivi ad alto potenziale; poi autovetture potenti e di grossa cilindrata, strumenti meccanici a motore da utilizzare con maestria per provocare la forzatura di caveaux e mezzi blindati. Si tratta di soggetti di Andria e di Canosa di Puglia, con appoggi nel beneventano, nel vicentino e nel basso Lazio.  L'operazione ha visto impegnati oltre duecento carabinieri impegnati, con unità cinofile, elicotteri e georadar.

Nel corso dell’inchiesta, due sono state le rapine sventate dagli investigatori - San Nicola di Melfi (PZ) e Torrenova (BN) - attraverso il tempestivo cambio di itinerario del blindato e il recupero dei mezzi pesanti che ne avrebbero sbarrato la strada, mentre altri tre erano i colpi che la banda avrebbe messo a segno in città del nord Italia: caveau Banca Popolare di Milano, in piazza Duca D’Aosta, un deposito orafo di Tezze sul Brenta (VI) e un blindato in Marghera (VE). Durante gli arresti di oggi sono stati rinvenuti e sequestrati, a casa di uno degli indagati, due fucili a canne mozze con matricola abrasa. 

VIDEO: L'OPERAZIONE DEI CARABINIERI



 

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