Cronaca Murat / Piazza Cesare Battisti

Assalti ai negozi, presa la 'banda' di piazza Cesare Battisti: "Erano l'incubo dei commercianti"

In manette otto giovani, tra cui tre minorenni: almeno una decina i colpi messi a segno nella zona del murattiano. Le indagini hanno preso avvio dal furto avvenuto nell'ex Palazzo Enel, sede dell'Università. Gli investigatori: "Una banda di predoni, agivano in maniera selvaggia, rubando e devastando"

Piazza Cesare Battisti era loro 'base operativa'.si incontravano di sera per studiare i colpi da mettere a segno, tenendo pronta tra i cespugli una borsa con gli arnesi da scasso, e talvolta lì si ritrovavano con la merce rubata da smistare. Una "banda di predoni", la definisce il Questore di Bari Antonio De Iesu, pronta ad agire con estrema violenza, svaligiando ma anche danneggiando i negozi assaltati, quasi tutti nella zona del murattiano. 

In manette, con le accuse, a vario titolo, di furto aggravato, ricettazione, riciclaggio e rapina aggravata, sono finiti otto giovani, tra cui tre minorenni (I NOMI DEGLI ARRESTATI) quasi tutti con precedenti di polizia e di nazionalità diverse, arrestati questa mattina dagli agenti della Squadra Mobile di Bari. Due le ordinanze di custodia cautelare, emesse rispettivamente dal gip del Tribunale di Bari Calesi, su richiesta dei pm Rossi e Cardinali, e dal Gip del Tribunale per i minorenni Leonetti, su richiesta del procuratore Gustapane. Almeno una decina gli episodi contestati, quasi tutti a danni di negozi del centro, oltre ad una rapina. 

L'ASSALTO ALL'UNIVERSITA' - Tra i colpi messi a segno dal gruppo, quello nell'ex Palazzo dell'Enel, sede del Dipartimento di Scienze della Formazione, all'inizio di gennaio 2015. E' proprio da quel furto che prendono avvio le indagini. Quella notte, oltre a portar via numerosi computer, tra cui 11 iMac Apple e 13 notebook di varie marche, e altri apparecchi tecnologici, la banda vandalizza la struttura, da poco inaugurata, danneggiando mobili e sfondando numerose porte in vetro. Nel corso delle indagini, gli agenti della Squadra Mobile concentrano la loro attenzione proprio su piazza Cesare Battisti, già 'monitorata' nell'ambito di una più ampia attività investigativa. Così, analizzando le immagini delle telecamere installate dalla polizia nella piazza, arrivano i primi indizi: i video mostrano cinque soggetti, che nel cuore della notte, semicoperti dal pergolato del corridoio centrale della piazza, maneggiano dei computer, la cui marca corrisponde a quelli sottratti nella sede dell'Università. Uno dei responsabili del furto, inoltre, viene identificato anche grazie ad un'impronta digitale isolata dai carabinieri durante i rilievi sul luogo del furto.

VIDEO: LE 'SPACCATE' NEI NEGOZI DEL CENTRO

I FURTI NEI NEGOZI DEL CENTRO - Ma dalle telecamere di videosorveglianza arriva un supporto fondamentale anche nelle fasi successive dell'indagine. Gli investigatori, infatti, cominciano a monitorare i movimenti del gruppo, mettendoli in relazione con altre 'spaccate' che si registrano nella zona. In un caso, ad esempio, le telecamere immortalano i soggetti che arrivano nella piazza con un registratore di cassa, sottratto poco prima in un negozio. Indizi che riguardano anche l'abbigliamento degli arrestati, che gli investigatori incrociano anche con le immagini estrapolate dagli impianti di videosorveglianza delle stesse attività commerciali. In un altro caso, la banda agisce usando come 'palo' una donna con un passeggino (compagna di uno degli arrestati) con l'obiettivo di 'distogliere' l'attenzione di eventuali passanti. I colpi contestati alla banda sono una decina: negozi di telefonia, un'ottica, una cartoleria, un bar, un tabaccheria, un negozio di parrucchiere. Furto, quest'ultimo, sventato dagli agenti, che riescono ad arrestare in flagranza tre soggetti, uno dei quali tra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare odierna. Tra gli episodi c'è anche una rapina: vittima un ignaro passante che, attraversando la zona della piazza 'controllata' dalla banda, viene minacciato con un coltellino e derubato del cellulare, di un orologio e del denaro in contanti che aveva con sè.

L'APPELLO DEL QUESTORE: "SEGNALAZIONI E VIDEOSORVEGLIANZA" - "Operazioni come questa - ha sottolineato in conferenza stampa il Questore De Iesu - hanno un significato particolare, perché incidono sulla percezione di sicurezza da parte dei cittadini. Questi soggetti erano l'incubo dei commercianti, perché oltre al bene sottratto c'era anche un danneggiamento, quindi altri costi da sostenere. Questa banda agiva con grande violenza, con protervia". E ai negozianti il Questore ha rinnovato l'invito "ad installare sistemi di sorveglianza, che sono fondamentali. E' possibile collegare i sistemi con le sale operative delle forze dell'ordine, e questo ci consente di intervenire tempestivamente sul posto". Ma l'appello di De Iesu è rivolto anche ai cittadini, invitati a "segnalare sempre, la presenza di soggetti o di rumori sospetti. Le forze dell'ordine non possono essere dappertutto, noi abbiamo bisogno in maniera fondamentale delle segnalazioni. Chiediamo ai cittadini sensibilità e collaborazione". 

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