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Il tentativo di fuga dalla masseria

Il tentativo di fuga dalla masseria

Ricercati per l'assalto milionario a caveau di Catanzaro: due latitanti presi a Giovinazzo

I due, un cerignolano e un bitontino, intercettati in una masseria. Erano sfuggiti alla cattura ad aprile: sono accusati di aver fatto parte del commando che a dicembre 2016 mise a segno un colpo da 8 milioni alla 'Sicurtransport'

Era ricercati da aprile scorso, quando erano sfuggiti al blitz scattato in seguito alle indagini sull'assalto milionario al caveau della 'Sicurtransport' di Catanzaro, avvenuto nel dicembre 2016. Sono stati individuati e arrestati questa mattina dalla polizia in una masseria nelle campagne di Giovinazzo, in cui si nascondevano.

Gli arrestati: in manette anche il presunto capo della banda

In manette sono finiti il 49enne Pasquale Pazienza, bitontino, e il 37enne Alessandro Morra, cerignolano, ritenuto il capo del gruppo criminale proveniente dal centro ofantino, nonché il maggior organizzatore del colpo. Nel blitz di aprile, le Squadre Mobili di Catanzaro e Foggia insieme al Servizio Centrale Operativo, avevano già eseguito un decreto di fermo, emesso dalla Direzione Distrettuale di Catanzaro, nei confronti di altri pregiudicati cerignolani, insieme a soggetti appartenenti alla criminalità organizzata calabrese (sette in tutto i fermi).

VIDEO: IL BLITZ NELLA MASSERIA E IL TENTATIVO DI FUGA

Inutile il tentativo di fuga dalla masseria

L'attività info investigativa avviata dalle Squadre Mobili di Foggia, Bari e Catanzaro insieme al Servizio Centrale Operativo, ha consentito così di individuare, nella serata di ieri, una masseria in agro di Giovinazzo in cui si presumeva potessero nascondersi i pericolosi ricercati. Così, d’intesa con la Procura Distrettuale di Catanzaro, è stata effettuata una perquisizione all’interno della masseria che ha consentito la cattura dei due soggetti. Nel corso dell’operazione di Polizia Giudiziaria i due ricercati hanno cercato di fuggire ma tutta la masseria era cinturata da agenti di Polizia che sono riusciti a bloccarli. Sono in corso approfondimenti sulla posizione del conduttore della masseria all’interno della quale sono stati trovati i due ricercati.

Il colpo da otto milioni alla 'Sicurtransport'

La sera della rapina, circa 20 soggetti, armati pesantemente, bloccarono le vie d’accesso alla zona industriale di Catanzaro dove è sito il caveau utilizzando come sbarramento autovetture e mezzi pesanti, tutti provento di furto, incendiandoli per ostacolare il tempestivo intervento delle forze di polizia, cospargendo anche le strade di chiodi. Il “commando” utilizzò inoltre sofisticate apparecchiature tipo “jammer” per inibire le conversazioni telefoniche e si impossessò del denaro,  dopo essere riuscito a penetrare all’interno del caveau utilizzando un grosso escavatore munito di punta demolitrice per effettuare la “spaccata”. Un colpo da otto milioni di euro, per il quale gli investigatori avevano già arrestato alcuni presunti responsabili, tra cui tre cerignolani. Nel provvedimento restrittivo eseguito nei confronti degli arrestati odierni è stata contestata l'aggravante delle finalità mafiose, poiché le indagini hanno accertato che il gruppo criminale che ha condotto l'assalto al caveau ha agito in collaborazione con alcuni esponenti di una cosca di 'ndrangheta di San Leonardo di Cutro (KR).

*Ultimo aggiornamento ore 11.10

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