Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca Stanic / Via Giovanni Laricchia

Assalti ai tir, sgominata banda: cinque arresti per rapina e ricettazione

Le indagini partite a gennaio scorso dal ritrovamento, in un deposito nei pressi di via Laricchia, di merce rubata. La refurtiva veniva poi 'smistata' in negozi dell'hinterland. Tre le persone finite in carcere, due ai domiciliari

Concorso in rapina aggravata, sequestro di persona, detenzione e porto illegale di armi e ricettazione: con queste accuse i carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Bari nei confronti di cinque persone. Si tratta di due 44enni e un 45enne baresi (finiti in carcere) e di un 33enne e un 25enne di Triggiano (per loro l'accusa è solo ricettazione, sottoposti ai domiciliari). I NOMI DEGLI ARRESTATI

LE INDAGINI E IL RINVENIMENTO DELLA REFURTIVA - Le indagini sono partite a gennaio scorso, quando i carabinieri del Nucleo Radiomobile, controllando un camion che usciva da un deposito nei pressi di via Laricchia, scoprirono a bordo merce rubata. Nel locale fu rinvenuto inoltre un carico di scarpe 'Nike' del valore di 300mila euro, provento di una rapina commessa poco prima lungo la statale 100 a Casamassima ai danni di un corriere TNT, un transpellet provento di una rapina commessa una settimana prima sulla tangenziale di Bari ai danni di un autotrasportatore di generi alimentari, e due tonnellate di caffè Saicaf, per un valore di 30mila euro, provento di un’altra rapina commessa il 28 gennaio ai danni di un tir su via Amendola.  

INCASTRATI DALLE TELECAMERE - A permettere ai carabinieri di ricostruire i movimenti della banda sono state le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del deposito, usato da anche da molte altre ditte per stoccare materiali di lecita provenienza. I malfattori, però, non si erano accorti della presenza delle telecamere, grazie alle quali i militari hanno 'tracciato' il loro arrivo e i loro spostamenti all’interno della struttura.

VIDEO: I 'MOVIMENTI' DELLA BANDA NEL DEPOSITO

I COLPI MESSI A SEGNO - Incrociando questi elementi con le dichiarazioni delle vittime degli assalti, i carabinieri sono riusciti ad attribuire a tre componenti della banda (i due 44enni e il 45enne) la responsabilità della rapina con sequestro di persona del 28 gennaio, mentre tutti sarebbero responsabili della ricettazione della merce avvenuta dopo i tre colpi dei quali è stata recuperata la refurtiva. In particolare, i cinque si sarebbero occupati di preparare i locali per lo stoccaggio della refurtiva, di coordinare le manovre di posizionamento degli autocarri rapinati nel box e di effettuare poi le operazioni di scarico e carico della refurtiva con l’utilizzo di un muletto.

LE MODALITA' DELLE RAPINE - Come riferito dalle vittime sequestrate i colpi sono stati commessi sempre con le stesse modalità. L’auto dei malfattori sbarrava la strada ai tir, per costringere il conducente a fermarsi. Poi i banditi, sotto la minaccia delle armi, scaraventavano fuori dall'abitacolo autista ed eventuali passeggeri, li incappucciavano, li costringevano a salire nella loro auto e dopo averli privati di cellulari e portafogli, li rilasciavano in aperta campagna. Durante le 'operazioni', la banda si teneva in contatto utilizzando ricetrasmittenti e un linguaggio in codice. I tir venivano poi portati nella base operativa, e di lì la refurtiva veniva smistata anche nei supermercati dell’hinterland grazie a ricettatori compiacenti. 

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