Cronaca

Mattarella inaugura l'Assemblea Anci a Bari: "Linfa democratica passa dai Comuni"

Il Capo Dello Stato ha aperto la 33ma edizione del congresso che ha visto il sindaco di Bari, Antonio Decaro, eletto al vertice dell'associazione: "Le Città - ha affermato il presidente della Repubblica - hanno pagato molto la crisi"

"I Comuni hanno pagato un prezzo elevato alle restrizioni del bilancio dello Stato" istituzione che "vive e si rinnova se la sua dimensione economica, sociale e partecipativa si rigenera dal basso. La linfa democratica passa proprio dai Comuni": è uno dei passaggi più rilevanti del discorso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella giornata inaugurale della 33ma Assemblea dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, tre giorni di conferenze, dibattiti e convegni alla Fiera del Levante di Bari. Il Capo dello Stato è intervenuto, alla fine della Cerimonia di Apertura, per rimarcare l'importanza delle istituzioni che rappresentano nella quotidianità più immediata gli italiani, siano essi di una metropoli, sia di un piccolo paesino: "La vita dei Comuni - ha affermato il Presidente della Repubblica - è quella dei cittadini e dalla sua qualità dipendono il modo di pensare, la società, le relazioni. La dura crisi economica di questi anni, benchè costringa a sacrifici e impegni straordinari, non è la sola condizione che ci spinge al cambiamento. Dobbiamo saper affrontare tempi nuovi cercando di cogliere le opportunità per uno sviluppo sostenibile, riducendo squilibri e disuguaglianze".

Per questa ragione, il Capo dello Stato condivide l'auspicio che si giunga a un "quadro di certezze finanziarie e di una semplificazione normativa, in modo che" i Comuni "possano uscire dalla precarietà". Nel corso del suo discorso, Mattarella ha ricordato con commozione i tre mesi dal tragico incidente ferroviario sulla linea Corato-Andria del 12 luglio scorso, in cui morirono 23 persone, ma anche la tragedia del terremoto del 24 agosto nel Centro Italia, alla presenza dei sindaci delle tre città più colpite, Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Prima di Mattarella era intervenuto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano: "Cosa vuol dire fare i sindaci oggi? - ha affermato nel suo discorso - Migrazioni, crisi economica, sicurezza, Europa in difficoltà. I Comuni si sono rafforzati negli ultimi 25 anni. Dobbiamo dare una mano ai sindaci, garantendo l'efficienza dei servizi al tempo della scarsità di risorse. Scegliere l'opzione più giusta e non la più conveniente, come ad esempio il non aver voltato la testa ai migranti"

Una giornata lunga e importante per l'Anci, con l'elezione, a presidente, del sindaco di Bari, Antonio Decaro, candidato unico della vigilia: il primo cittadino del capoluogo pugliese ha ottenuto il voto della quasi totalità dei delegati in assemblea, succedendo così all'ex sindaco di Torino, Piero Fassino, dimessosi anticipatamente poiché sconfitto alle ultime elezioni amministrative della metropoli piemontese. Con lui, Decaro ha condiviso cordialmente un brindisi, ringraziandolo per "il percorso di crescita politico, istituzionale e umano" condotto assieme nel direttivo Anci. Un consenso quasi completo per il primo sindaco del Sud al vertice dell'ente dopo 21 anni, se si eccettuano quattro no da parte di un gruppo di delegati siciliani, in contrasto con le politiche dell'associazione che non avrebbe favorito gli interessi dell'Isola. Decaro non aveva avversari dopo il ritiro dalla corsa del primo cittadino di Pesaro, Matteo Ricci, e di quello di Catania, Enzo Bianco, presidente del Consiglio nazionale Anci. Con il suo programma, dal respiro inclusivo, ha anche ottenuto l'astensione di dieci componenti del M5S, tra cui la sindaca della Capitale, Virginia Raggi: "Negli ultimi tempi - ha spiegato - ho lavorato bene con il sindaco di Livorno, Nogarin. I 5 Stelle chiedono un cambiamento e li ho invitati a far parte della squadra. Credo che il loro contributo sarà determinante per lo sviluppo dei nostri Comuni. Farò il presidente dell'Anci sentendo tutti. Ascolterò alla stessa maniera - ha proseguito Decaro - la sindaca di Roma e il sindaco di Moncenisio (30 abitanti), quelli del Nord, del Centro e del Sud. Dimenticherò di avere una tessera di partito perchè siamo del partito dei sindaci. Questi rappresentano la spina dorsale del Paese"      

Il neopresidente ha lanciato un appello al governo: "La nostra richiesta è liberateci dai vincoli normativi, dalla burocrazia, dal blocco del turnover. L'Italia cosi potrà tornare a volare. Noi dobbiamo ritrovare la corrispondenza che i sindaci hanno con i loro concittadini. Cercherò di fare una sorta di presidente 'Attak'. Da Accumoli ad Amatrice, da Zapponeta ad Ercolano. L'Anci deve diventare il sindacato dei cittadini".

I primi complimenti sono arrivati proprio da Fassino: "Dopo molti anni - ha dichiarato l'esponente del Pd - eleggiamo presidente un sindaco di una grande città del Sud, un amministratore di comprovata esperienza e ha la cassetta degli attrezzi per maneggiare i problemi quotidiani. Decaro è anche giovane ed esprime bene una nuova generazione di amministratori locali". Auguri di buon lavoro e una certa commozione anche da parte del governatore pugliese, Michele Emiliano: "È un'emozione - afferma - derivante dall'affetto che ho per Antonio e perchè è sindaco di Bari. È una soddisfazione per tutti i meridionali. Lui è un sindaco bravo, onesto e ha le competenze e le caratteristiche per tenere insieme tutti i sindaci d'Italia nel rispetto dei diritti e dei doveri di ciascuno. Abbiamo cominciato tempo fa la nostra avventura al Comune di Bari e vedere Antonio presidente dell'Anci è una soddisfazione immensa".

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