Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Ristoratore malato di Sla e "stanco" di non avere assistenza stabile chiede eutanasia: "Emiliano e Lopalco siano esecutori mie volontà"

La battaglia di Pasquale Tuccino Centrone che da tempo chiede di assicurare a chi è affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica un servizio di assistenza continuativo

"Basta sono stanco non mi piace più vivere in questo modo é diventata una agonia, tolgo il disturbo" e "quindi nomino il presidente Emiliano ed il dottor Lopalco esecutori della mia volontà alla ricerca della pace che merito, attraverso l'eutanasia": è l'appello, sulla sua pagina Facebook, del noto ristoratore polignanese Pasquale Tuccino Centrone, da 13 anni malato di Sla e da 9 in ventilazione assistita che da tempo si batte per avere, lui e gli altri malati nelle sue condizioni, un’assistenza infiermieristica specializzata a domicilio in maniera, appunto, “stabile e duratura”. Sono, però, valsi a poco i suoi post e le sue richieste: in cambio, ha ricevuto la visita di medici e infermieri per “prestazioni occasionali” di meno di un’ora. Tanto che, nei giorni scorsi, ha invocato l’eutanasia, nominando proprio Lopalco ed Emiliano "esecutori delle sue volontà".

Sulla vicenda interviene il dottor Filippo Anelli, presidente dell'Ordine dei Medici di Bari e della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici: “Ci associamo - dice -ai reiterati appelli sui social di Pasquale Tuccino Centrone, che chiede un’assistenza domiciliare stabile e continuativa, al posto di prestazioni occasionali con professionisti sempre diversi. Chiediamo all’assessore alla sanità, Pierluigi Lopalco, e al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di intervenire per  fornire a lui, e agli altri pazienti cronici, un supporto professionale adeguato. Un Paese civile si misura, anche e soprattutto, sui servizi che riesce ad assicurare alle persone più fragili”.

“Non possiamo rimanere sordi di fronte al grido di dolore lanciato da questo nostro cittadino – aggiunge Anelli -. È nostro dovere etico di medici, di ordinisti, di persone umane dargli voce e farlo risuonare nelle sedi competenti. Lo dice il nostro Codice: il medico tutela la persona in condizioni di vulnerabilità o fragilità psico-fisica, sociale o civile in particolare quando ritiene che l’ambiente in cui vive non sia idoneo a proteggere la sua salute, la dignità e la qualità di vita”.

Lo dice la nostra Costituzione: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese’. Lo dice la Dichiarazione dei Diritti Fondamentali dell’Uomo: ‘Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti’.”

“Tutti noi, in quanto esseri umani, nasciamo con questo patrimonio di diritti inalienabili, che non possono esserci strappati o negati – conclude Anelli -. Ed è dovere della Politica e dello Stato garantirceli, qualsiasi siano le nostre condizioni, e tanto più se tali condizioni sono di fragilità. Invitiamo quindi la Regione Puglia, le altre Regioni e il Governo ad attivarsi per fornire la migliore assistenza ai cittadini, nella maniera più prossima e aderente alle loro domande di salute. La fragilità, la malattia sono specchi della nostra condizione umana: non dobbiamo aver paura di guardare quel riflesso, non dobbiamo girare altrove lo sguardo, dobbiamo prendercene cura nel migliore dei modi”.

(foto Fb Pasquale Tuccino Centrone)

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