Cronaca

Racket, Tano Grasso a Bari: "I commercianti devono reagire"

Il presidente della Federazione nazionale antiracket in città per una manifestazione annuncia la nascita di un'associazione contro il pizzo anche a Bari. "Importante tenere viva l'attenzione sul fenomeno"

Presto anche Bari avrà la sua associazione antiracket. Ad annunciarlo è stato questo pomeriggio Tano Grasso, presidente della Federazione nazionale antiracket, in città per  partecipare alla manifestazione "Cento strade per un Natale antiracket".

"Siamo entrati nei negozi con i vertici delle forze dell'ordine - ha spiegato Grasso - perché vogliamo far capire ai colleghi di Bari che oggi è molto diverso rispetto a 20 anni fa. Perché c'é uno Stato che li sa assistere e tutelare, ma è importante che i colleghi di Bari facciano nascere un'associazione antiracket". "A Bari c'é una diffusione del fenomeno - ha aggiunto - che certo non è confrontabile con le aree di più antico radicamento mafioso come la provincia di Reggio Calabria e la provincia di Palermo. Ma sicuramente c'é un problema in alcune aree. E noi siamo qui per cercare di fare emergerlo, di porlo all'attenzione dell'opinione pubblica ma soprattutto nella testa dei nostri colleghi commercianti perché possano cominciare a reagire". Grasso ritiene una "criticità" che "in una città così importante come Bari non sia sorta un'associazione antiracket" e che "anche in Puglia le associazioni non siano cresciute rispetto alla diffusione del fenomeno".

Il presidente della FI ha poi allargato il discorso a livello nazionale. "Le cose vanno meglio in Italia per una ragione semplicissima: perché abbiamo una legislazione assai efficace, che risarcisce in tempi brevi il commerciante che subisce un danno. E perché questa importantissima realtà dell'associazionismo antiracket mette al riparo il commerciante che denuncia dalla solitudine e dall'isolamento che rendono vulnerabile la vittima". Grasso ha poi sottolineato "al Sud l'estorsione è un fenomeno sistematico. E' sempre periodica. Ha fortemente la connotazione di fenomeno rivolto a controllare il territorio". Ma, ha aggiunto, "anche in alcune realtà del Nord ci sono questi segnali - ha concluso Grasso - però dal punto di vista della quantità, per fortuna per il Nord, sono ancora minori di come possano essere a Reggio Calabria, Palermo o ad Agrigento".

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