Cronaca

"Non è più lui il capoclan, ma il fratello": cadono le accuse per Domenico Strisciuglio

L'uomo, considerato al vertice dell'omonimo sodalizio mafioso, era imputato nel processo 'Agorà', insieme ad altre 48 persone. Condannato il fratello Sigismondo

"Il capoclan non è più lui, ma il fratello": per questo motivo il gup del Tribunale di Bari ha assolto Domenico Strisciuglio, soprannominato "Mimmo la luna", durante il processo 'Agorà' in cui era accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso.

Strisciuglio, in carcere da 17 anni al 41 bis, avrebbe - secondo il giudice - lasciato il posto al vertice del clan al fratello Sigismondo, anche lui detenuto da tempo, ma in un regime meno restrittivo del che gli avrebbe consentito di continuare a gestire gli affari del clan.

Sigismondo Strisciuglio è stato quindi condannato a 18 anni di reclusione. La sentenza riguarda 49 presunti affiliati al clan accusati di mafia, traffico e spaccio di droga, detenzione di armi ed esplosivi, lesioni personali aggravate, estorsioni per fatti compiuti tra il 2011 e il 2015. Quarantuno di loro sono stati condannati, con pene tra i 20 e i tre anni, e otto assolti. La moglie di Sigismondo, Eugenia Prudente, unica donna imputata, è stata condannata a otto anni e otto mesi di reclusione per aver portato droga al marito in cella.

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