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Ateneo 'a caccia' di immatricolazioni: bonus e sconti per chi si iscrive prima

La strategia dell'Università per incrementare il numero delle iscrizioni: tra le agevolazioni, bonus di 51 euro per chi si iscrive entro luglio. Eliminati i test per tre facoltà a numero chiuso

Agevolazioni e bonus per chi si iscrive prima. L'Università di Bari lancia la sua strategia per aumentare il numero di immatricolazioni.

Quest'anno le iscrizioni prenderanno il via già il 15 luglio, e chi (compresi i maturandi) presenterà domanda entro la fine del mese potrà contare su uno 'sconto' di 51 euro sulla prima rata di iscrizione.  Altre agevolazioni sono poi previste in base al reddito ISEE, per studenti con fratelli e sorelle già iscritti alla stessa Università, per studenti figli dei titolari di pensione di inabilità, per studentesse in maternità.

Ma tra le novità c'è anche l'abolizione del test di accesso per tre corsi di laurea: Scienze della comunicazione, Scienze del servizio sociale e Scienze e tecnologie agroalimentari. Già in passato, infatti, per questi tre corsi è accaduto che non venisse raggiunto il numero di studenti massimo e non si tenesse il test, o che dopo le prove il numero effettivo di iscrizioni fosse comunque più basso del numero dei vincitori. Di qui la decisione di eliminare le prove: da quest'anno ci si potrà iscrivere liberamente fino al raggiungimento del numero massimo previsto. 

La strategia annunciata dall'Università, però, non piace a tutti. "L’unica volontà palesata è quella di ridurre i costi legati agli studenti e di aumentare quanto più possibile le entrate dagli stessi, tramite la tassazione e i finanziamenti statali parametrati sul numero di immatricolati, seguendo quindi una logica aziendalistica, senza interrogarsi sull’accessibilità alla formazione universitaria, sul diritto allo studio, sulla volontà di investire nella Conoscenza per una società migliore", attaccano gli studenti di Link in un comunicato . "Secondo l’Università - prosegue la nota riferendosi all'anticipazione delle iscrizioni e agli sconti previsti - la fuga degli studenti si argina con queste mosse da discount anziché investendo sulla qualità della didattica e della ricerca. Scatenare questa corsa alle immatricolazioni giocando con la vita delle persone (pretendendo che il 15 luglio chi ha appena finito gli esami di maturità abbia già le idee chiare sul suo futuro), obbligandole a scegliere in un contesto di forte precarietà e incertezza esistenziale è quanto di più becero si potesse fare. Inoltre, lo sconto di 51 euro non sarebbe rivolto ai redditi più bassi, che già godono di esenzioni totali o parziali. Perché non lavorare su un sistema contributivo maggiormente progressivo invece, come da tempo proponiamo? Una mossa che assomiglia molto a quella degli 80 euro di Renzi". "Ci opponiamo fortemente - concludono gli studenti - a queste logiche di marketing, che vedono la nostra formazione solo come un’attività su cui dover capitalizzare entrate economiche, e crediamo invece che il mondo universitario debba interrogarsi seriamente sul suo ruolo nella società, sulla deriva che l’università sta prendendo, sempre più elitaria, classista ed escludente, e, sulla base di questa riflessione, fare una seria programmazione di investimenti per migliorare la propria offerta formativa sul piano qualitativo e quantitativo".

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