Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca Picone / Via Estramurale Capruzzi

Auditorium Nino Rota, conto alla rovescia: "Riapertura tra pochi mesi"

Cominciata l'ultima tranche di lavori all'interno della struttura del Conservatorio, chiusa da oltre 20 anni. A febbraio ci potrebbe essere la consegna ufficiale. Altieri e Barbanente: "Pubblico e privato insieme per farlo vivere 365 giorni l'anno"

Il traguardo è, mai come questa volta, a portata di mano. A febbraio, salvo imprevisti, termineranno i lavori di ristrutturazione dell'Auditorium del Conservatorio, chiuso da circa 20 anni e intitolato al grande compositore Nino Rota. E' infatti cominciata l'ultima tranche del recupero della struttura con il rivestimento e gli arredi delle due sale musicali, rispettivamente da 750 e 150 posti. Questa mattina si è tenuto l'ultimo sopralluogo istituzionale prima del termine dell'opera, con la visita dell'assessore regionale all'Urbanistica, Angela Barbanente, del vicepresidente della Provincia, Nuccio Altieri, del presidente del Conservatorio di Bari, Pietro Centrone e del direttore dell'equipe dei lavori, l'ingegnere Mario Anastasia.

L'importo finale ammonta a circa 7 milioni di euro, ripartiti tra Regione (1,8 milioni di euro), Provincia (3,6 milioni) e Ministero dell'Istruzione (2 milioni), in gran parte già liquidati. L'interno del Foyer è stato totalmente rinnovato, così come gli impianti e le canalizzazioni della struttura: adesso bisognerà procedere all'installazione dei pannelli ignifughi interno e delle poltrone. Nell'edificio verrà allestita anche una sala dove si potrà ammirare il pianoforte appartenuto a Nino Rota, il cui restauro, dell'importo di 25mila euro, finanziato da privati, dovrebbe partire nei prossimi mesi, così come verrà appaltato il recupero del grande organo della sala principale, da riassemblare dopo la riapertura.

Terminati gli ultimi dettagli, si spera, entro 60 giorni lavorativi, l'Auditorium dovrà essere poi collaudato e ottenere i requisiti di agibilità, dopodiché sarà utilizzabile da musicisti, allievi e spettatori. L'intenzione è quella di farne una struttura aperta 300 giorni l'anno: "Se - spiega il vicepresidente provinciale Altieri - ne togliamo un centinaio per le attività dell'Orchestra Sinfonica e la didattica, ce ne restano potenzialmente altri 200-250 per aprire l'Auditorium alla città. Ci piacerebbe collaborare con i privati anche perchè il nostro Ente non potrebbe spendere da solo 700mila euro l'anno per la gestione".

L'approccio per la futura gestione sembra dunque essere quello di un mix tra pubblico e investitori esterni, come confermato anche dall'assessore regionale Barbanente: "Privato - spiega - può anche essere sociale, no-profit. Dobbiamo smetterla di ragionare per steccati. Abbiamo il dovere istituzionale di consegnare una splendida struttura ai baresi e ai pugliesi". Se la riapertura appare finalmente dietro l'angolo, qualche dubbio resta sulla logistica dell'area, in particolare sui parcheggi, decisamente inadeguati, con un alto rischio di snervanti code sull'Estramurale Capruzzi. In attesa (da decenni) di sbloccare la situazione riguardante un terreno nelle vicinanze del Conservatorio, le alternative potrebbero riguardare un maggiore potenziamento dei mezzi pubblici, integrando la mobilità da e per l'Auditorium con bus navetta. La struttura sarà facilmente raggiungibile anche attraverso la metropolitana, scendendo alla fermata Quintino Sella. Tutto questo aspettando la realizzazione del vicino parcheggio centrale degli autobus e dello 'scioglimento' del nodo ferroviario, con la conseguente eliminazione del fascio di binari. Uno stimolo, forse, a lasciare la macchina e prendere finalmente i mezzi.

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