Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Auditorium Conservatorio, la palla passa al Provveditorato: "Basta ritardi"

"Passaggio di consegne" all'Ente per la gestione delle Opere Pubbliche: l'obiettivo è sbloccare i lavori per ottenere le autorizzazioni necessarie all'apertura: "Il Conservatorio ha già subito troppi danni, economici e d’immagine"

La sua storia è paradossale e indicativa della 'maledetta' burocrazia di cui è spesso fatta l'Italia: dopo 25 anni di chiusura, l'auditorium del Conservatorio 'Nino Rota' di Bari non può ancora aprire poiché non può ancora ottenere le certificazioni necessarie al suo funzionamento, nonostante siano passati 7 anni dall'inizio dei lavori, tre dall'avvio dei collaudi e 12 mesi di intenso lavoro per sbloccare la vicenda. Questa mattina, proprio in Conservatorio, si è svolta una riunione convocata dal Provveditorato alle Opere Publiche, stazione appaltante per la conclusione dei procedimenti in sospeso, pe avviare un "passaggio di consegne" da parte dei tecnici dell'ex Provincia con quelli dell'Ente: "L’auspicio - affermano i vertici del Conservatorio - è che l’intervento di un organo dello Stato che esprime al massimo livello le competenze in materia di lavori pubblici possa davvero essere risolutivo di una vicenda che presenta ancora nodi importanti e talora inspiegabili, dalla certificazione di conformità sismica a quella di prevenzione incendi, dalle schede Anac al rapporto con le diverse imprese che hanno operato a vario titolo sulle opere edili e sugli impianti.

"Non potevamo più accontentarci - aggiunge, tra gli altri, la presidente del Conservatorio, Marida Dentamaro - dei passi avanti che, pure, sono stati fatti nell’ultimo periodo - affermano - una scossa era assolutamente necessaria, sia per fare chiarezza su tanto ritardo, sia per imprimere un’accelerazione che si spera definitiva. Il Conservatorio ha già subito troppi danni, economici e d’immagine, per essere disposto a sopportarne ancora e, insieme alla città tutta, non deve aspettare oltre per tornare a disporre di un bene indispensabile all’attività istituzionale e comunque prezioso per gli operatori, per il pubblico, per tutti i cultori e gli appassionati della musica".

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