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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

Inchiesta Lerario, appalti sull'emergenza Covid della Regione Puglia con "zone d'ombra": contratti "frazionati" per evitare gare

E' uno dei passaggi dell'informativa della Guardia di Finanza sulle indagini che hanno portato all'arresto, il 23 dicembre scorso, dell'ex dirigente della Protezione Civile pugliese e, nella giornata di Santo Stefano, di due imprenditori

"Zone d'ombra" sulla "gestione dell'attività contrattuale della Regione Puglia appannaggio di Lerario Antonio Mario", ex dirigente della Protezione Civile regionale arrestato il 23 dicembre scorso con le accuse di corruzione. è uno dei passaggi contenuti nell'informativa della Guardia di Finanza depositata tra gli atti dell'inchiesta della Procura di Bari che ha portato, oltre all'arresto di Lerario, anche a quelli, nel giorno di Santo Stefano, degli imprenditori Luca Ciro Giovanni Leccese e Donato Mottola per un presunto giro di mazzette legate ad appalti della Regione. L'indagine mira, tra le altre cose, a far luce anche sulla realizzazione dell'ospedale per l'emergenza Covid alla Fiera del Levante di Bari, "creato in piena emergenza pandemica, in tempi assai rapidi - scrivono gli inquirenti - per fronteggiare adeguatamente la richiesta di posti letto a seguito del costante e drammatico aumento dei contagi" in Puglia e in particolare nel Barese. 

Per la Guardia di Finanza, le "zone d'ombra" sarebbero state "idonee a generare il sospetto di presunte attività, dietro le quali" si celerebbero "condotte corruttive nell'approvigionamento di lavori, servizi e forniture, stante la ricorrenza di affidamenti diretti, di frazionamenti impropri degli appalti e soprattutto di aggiudicazioni frequenti in favore di una rosa di operatori economici, in difformità ed elusione alla normativa del settore".

Gli investigatori sottolineano che, in base alle indagini, "taluni imprenditori, infatti, sembrano poter vantare delle rendite di posizione in relazione al numero di affidamenti, di cospicuo valore economico, ottenuti sfruttando la discrezionalità riconosciuta alla Pubblica Amministrazione nei casi di procedura negoziata".

In alcuni dei casi finiti nel mirino dell'inchiesta, per gli inquirenti, "sembra potersi riscontrare l'artificioso e improprio frazionamento degli appalti in più contratti, attraverso la suddivisione dell'affidamento al medesimo operatore economico in più affidamenti, al fine di pervenire ad importi, al di sotto della soglia stabilita dalla normativa vigente, che permettano di adottare la procedura dell'affidamento diretto" o "ad inviti", "eludendo" le normative vigenti.

Tra gli elementi emersi nelle intercettazioni e negli interrogatori, oltre alla 'manzetta' contenente 20mila euro come "regalo di Natale" che sarebbe stata consegnata dall'imprenditore Donato Mottola a Lerario il giorno prima del suo arresto, vi è anche un video in cui, il 23 dicembre, viene documentato l'incontro tra Luca Ciro Giovanni Leccese e l'ex dirigente della Protezione Civile, catturato grazie a una telecamera posta nella vettura di quest'ultimo. In quell'occasione vi sarebbe stato lo scambio di una presunta tangente da 10mila euro, assieme a un cesto natalizio, un cartone e una bottiglia di champagne.

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