Trovato impiccato in campagna, la Procura riapre il caso: "Potrebbe trattarsi di omicidio"

Il corpo del 44enne di Alberobello era stato scoperto nelle campagne di Martina Franca a novembre. A far disporre l'autopsia è stata la denuncia della moglie

Immagine di repertorio

Potrebbe trattarsi di omicidio e non di suicidio. Potrebbe cambiare lo scenario della morte di Vito Mazzi, il 44enne di Alberobello trovato impiccato nelle campagne di Martina Franca il 18 novembre scorso. A ipotizzare una responsabilità esterna nel decesso è stata Antonella Sumerano, la moglie di Mazzi, che ha presentato denuncia, portando la Procura di Taranto di disporre l'esumazione della salma e l'autopsia. La donna aveva avvalorato la denuncia spiegando che il marito aveva problemi di deambulazione dovuti ad un incidente domestico avvenuto nel luglio precedente. Sarebbe stato quindi per lui impossibile arrampicarsi da solo su un albero. La donna avrebbe anche parlato di possibili debiti contratti dal marito a causa del gioco d'azzardo.

 "Ignoti collocando una corda intorno al collo al fine di simulare il suicidio per impiccagione, ne cagionavano la morte" è l'ipotesi della pm Ida Perrone, che di fatto prefigurerebbe il reato di omicidio volontario nei confronti di una seconda persona, ancora sconosciuta.

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