Cronaca

Autorità idrica pugliese, approvato il disegno di legge

Il disegno di legge che istituisce l'Autorità idrica pugliese ha ottenuto stamattina il via libera del Consiglio regionale. Il nuovo ente assorbe le funzioni e i compiti svolti dall'ATO (Autorità d'ambito), del quale assorbirà anche il personale

E' stato approvato dal Consiglio regionale il disegno di legge sulla costituzione dell'Autorità idrica pugliese. La seduta di stammatina si era aperta con un annuncio del Presidente Onofrio Introna: l'esame del ddl avrebbe avuto oggi la priorità assoluta, e i lavori del Consiglio sarebbero proseguiti ad oltanza fino alla sua approvazione.

Il disegno di legge ha ottenuto il via libera del Consiglio dopo un travagliato iter legislativo, che nei giorni scorsi aveva visto la discussione essere rimandata su proposta dell'opposizione, la quale aveva  inoltre presentato numerosi emendamenti al testo, poi in parte ritirati grazie ad un lavoro di mediazione in seno alle commissioni competenti.

Il nuovo ente assorbe le funzioni e i compiti svolti dall’ATO (Autorità d’ambito), del quale assorbirà  il personale, per la gestione del Servizio idrico in Puglia.
Gli organi dell’Autorità, dotata di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale e contabile, saranno il Consiglio direttivo composto da 5 sindaci, il Direttore generale e il Collegio dei revisori dei conti, affiancati da un direttore amministrativo e da un direttore tecnico, tutti con un contratto di diritto privato.

Critica comunque l'opposizione. Secondo il coordinatore del PdL, Rocco Palese,  la competenza in questione andava demandata alle Province, così come è stato fatto in altre regioni: “Altro che acqua pubblica: il Governo Vendola ha dato vita oggi all’ennesimo inutile carrozzone che sarà pagato dai cittadini pugliesi tramite l’aumento delle tariffe idriche”. “La maggioranza - spiega Palese - ha accettato solo poche delle nostre proposte: in via prioritaria avevamo chiesto che la Puglia si comportasse come molte altre Regioni, ossia che non costituisse questa Autorità, ma si limitasse a trasferire le funzioni delle Ato ad un ufficio regionale, cosa che l’Emilia ha addirittura fatto con Delibera di Giunta. Per giustificare il carrozzone, la sinistra sostiene che esso serve a delegare poteri ai Comuni, ma i Comuni sarebbero stati ugualmente protagonisti se la Regione si fosse limitata a trasferire le funzioni delle disciolte Ato in capo ad un Ufficio regionale, delegando poi ai Comuni ogni forma di gestione".

Soddisfazione è stata espressa invece dalla maggioranza. Rispondendo alle polemiche di Palese, il capogruppo Sel Michele Losappio ha sottolineato ll'importanza di una legge che "è frutto della concertazione con i Comuni pugliesi rappresentati dall’ANCI ed evita ogni accentramento di poteri in capo alla Regione distinguendo fra funzioni di controllo e di indirizzo che restano ai Comuni attraverso l’ATO unico e gestione del servizio idrico che spetta alla Regione tramite AQP".


Per Antonio De Caro (PD) il disegno di legge approvato oggi rappresenta un ulteriore passo in avanti verso la totale gestione pubblica dell'acqua: “Ora – ha dichiarato Decaro - il prossimo passo da compiere è quello della ripubblicizzazione dell’Aqp, un cambiamento che permetterà alla Puglia di completare l’operazione 'Acqua pubblica' e tagliare così quel traguardo che tutti i cittadini pugliesi ci chiedono di raggiungere al più presto”.

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