Lezioni e laboratori per l'avvio al lavoro: nella Casa delle Culture apre lo 'sportello per l'integrazione'

L'iniziativa, pensata per i migranti ma aperta a tutti, prevede anche corsi di lingua e workshop in settori come la sartoria, l'auto-costruzione e la rigenerazione di pc

L'inaugurazione della 'Casa delle culture'

Ad un mese dalla sua inaugurazione, la Casa delle Culture - il centro polifunzionale stabile di aggregazione, accoglienza, dialogo interculturale e valorizzazione delle competenze del Comune di Bari - avvia un nuovo servizio dedicato ai migranti: lo sportello per l'integrazione socio-sanitaria-culturale.

A gestirlo è il 'Gruppo lavoro rifugiati' che opera nella struttura in via Barisano da Trani, nel quartiere San Paolo. Già da un paio di settimane viene organizzato, con appuntamenti ogni mercoledì fino a fine luglio, un percorso strutturato di orientamento al lavoro con workshop dedicati allo sviluppo delle competenze per l'immissione nel mondo del lavoro: dalla creazione di un curriculum vitae fino al modo migliore di affrontare un colloquio. Domani dalle 9.30 alle 12 si terrà il terzo incontro, che tratterà l'incrocio tra domanda e offerta. Attraverso il tutoraggio e il supporto degli operatori della Casa delle Culture, i migranti potranno anche imparare la lingua italiana, grazie ad un corso in programma ogni martedì, dalle 10.30 alle 12.30, e ogni venerdì dalle 17 alle 19.

Non solo lezioni teoriche: lo sportello prevede l'attivazione di laboratori aperti a tutti, che permetteranno di potenziare le abilità e le competenze all'interno di diversi settori professionali, così da incentivare l'avvio di un percorso lavorativo. Tra i laboratori già programmati, vi sono quelli di sartoria, di auto-costruzione, rigenerazione di pc, nel settore della ristorazione, della coltivazione, di lavanderia sociale, della restaurazione e piccole manutenzioni, marketing digitale, ciclofficina e corsi di alfabetizzazione della lingua italiana.

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"L’iniziativa rientra nella più ampia strategia che mira a creare all’interno della struttura - spiega l'assessore al Welfare Francesca Bottalico - spazi stabili di confronto interculturale e intergenerazionale, favorendo il protagonismo delle associazioni spontanee di cittadini italiani e migranti, favorendo modelli positivi di inserimento sociale e coinvolgendo in maniera attiva le seconde generazioni, di partecipazione e riflessione sulla convivenza civile, sulla non violenza, sull’inclusione sociale e sull’educazione all’intercultura attraverso lo sviluppo di un confronto tra residenti e migranti". 
 
 

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