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Bagarinaggio e truffe nel deep web, sgominata banda: denunce anche a Bari

A capo del gruppo un giovane del modenese: i carabinieri hanno accertato vendite illecite per i concerti di grandi artisti. Convincevano persone indigenti ad acquistare carte Postepay e sim che poi usavano per le truffe

Sfruttando l'anonimato del 'deep web' e carte Postepay intestate ad anziani e persone in difficoltà economiche, avevano messo in piedi un vero e proprio sistema truffaldino per vendere a prezzi anche decuplicati i ricercatissimi biglietti di artisti come Vasco Rossi, Tiziano Ferro, Adele, i Foo Fighter, David Gilmour, Florence and the Machine, ma anche Fedez, Bieber, Mannoia, Elisa e altri. 

A gestire il traffico illecito una banda guidata da un 30enne di Carpi, nel modenese, insieme ad altri sei complici, tra cui anche una persona residente a Bari.

Le indagini sono partite da una denuncia di smarrimento di una sim telefonica, presentata dal 30enne carpigiano. Ad insospettire i militari è stato però il fatto che si trattasse della terza denuncia analoga presentata in poco tempo. Le denunce in realtà servivano al giovane – nato in Italia da famiglia marocchina – per acquistare nuove sim, per evitare così di essere facilmente rintracciabile.

Ma il meccanismo truffaldino si basava anche su altro passaggio: la banda convinceva anziani e persone in forte difficoltà economiche ad aprire conti Postepay, offrendo fino a 200 euro, avendo così dei 'prestanome'. Su queste carte veniva poi convogliato il denaro delle vittime avvicinate online, con la proposta di acquisto dei ticket per gli eventi musicali. Ma la banda creava anche veri e propri annunci truffa, incassando i soldi e poi sparendo.

A rendere più difficili le indagini, il fatto che le operazioni si svolgessero sul deep web. I contatti e le vendite avvenivano infatti nei meandri della Rete, su siti non indicizzati dai tradizionali motori di ricerca. Gli stessi truffatori si muovevano utilizzando browser che garantiscono la navigazione anonima, rendendo quasi impossibile rintracciare gli indirizzi di chi si trova davanti al pc. Quasi. Già, perchè la task force informatica dell'Arma si è destreggiata brillantemente tra browser Tor e siti .onion, riuscendo a smascherare l'organizzazione.

In quasi sette mesi di attività i carabinieri hanno tracciato un flusso di denaro di circa 20mila euro, ma la cifra riguarda solo i casi accertati. Si ipotizza che il giro d'affari potesse essere ben più ampio.

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