"Le urla, poi quel bimbo adagiato sugli scogli: in quel momento abbiamo pensato solo a ciò che potevamo fare"

Mercoledì scorso, Antonella e Ylenia erano in spiaggia al Canalone: in attesa del 118, sono state loro a prestare i primi soccorsi al bimbo di tre anni caduto in acqua. Oggi fanno il tifo per quel piccolo che pian piano si sta riprendendo: "La famiglia ci ha ringraziate un'infinità di volte, ma abbiamo solo fatto ciò che sentivamo"

La spiaggia del Canalone (foto dal web Marco Chiumarulo)

"Pensavo solo che avrebbe potuto essere mio figlio, che avrei dovuto salvarlo. Non so per quanti minuti l'ho rianimato, so solo che non l'ho lasciato fino a quando non è arrivato il 118". Antonella ripercorre quei drammatici momenti vissuti mercoledì pomeriggio sulla spiaggia del Canalone. E' stata lei, insieme ad un'altra bagnante, a prestare i primissimi soccorsi al piccolo Dylan, il bimbo di tre anni caduto in acqua, forse mentre cercava di seguire il fratellino sugli scogli.

"Ero sul bagnasciuga, all'improvviso ho visto questo ragazzino correre e gridare aiuto. Mi sono arrampicata sugli scogli, ho visto questo piccolino che qualcuno aveva già tirato fuori dall'acqua". Insieme a lei, tra tanti bagnanti, arriva sul posto anche un'altra ragazza, Ylenia: anche lei, richiamata dalle urla, si è precipitata dal vicino Lido Adria. Guardano il bimbo, è cianotico, non respira. Si guardano in faccia e decidono che non c'è tempo da perdere: mentre qualcuno chiama i soccorsi, loro cominciano a rianimare il bambino. Ausiliaria in servizio all'ospedale San Paolo la prima, aviere dell'Aeronautica la seconda. Entrambe hanno frequentato corsi BLSD, conoscono quelle manovre salvavita che, in attesa dei soccorsi del 118, possono rivelarsi preziose per salvare una vita. Almeno, le conoscono in teoria. Perché a nessuna delle due, prima di allora, è mai capitato di mettere in pratica ciò che hanno imparato. Ma in quel momento fanno appello a tutte le loro conoscenze, e al loro coraggio, perché quello che conta è solo provare a salvare quel piccolino. Antonella pratica compressioni e insufflazioni, Ylenia la supporta contando, controlla il polso del bambino, lo sposta per consentirgli di espellere l'acqua. Sono momenti interminabili: "Siamo riuscite a restare concentrate su ciò che stavamo facendo, nonostante la gente intorno che urlava, si agitava. Abbiamo avuto una forza che non so da dove ci sia arrivata", racconta Ylenia. "Ad un certo punto il bambino ha tossito, ho sentito di nuovo il battito. Pochi attimi dopo ho visto dietro di me il soccorritore del 118". 

In questi giorni, Ylenia e Antonella sono tornate più volte in ospedale. Anche loro, insieme ai tanti - conoscenti e parenti - che si sono stretti alla famiglia di Dylan, fanno il tifo per quel bimbo, a cui ormai, inutile dirlo, le lega un sentimento speciale. Da ieri il piccolino non è più in coma farmacologico, e anche se fino a ieri i medici non avevano ancora sciolto la prognosi, le sue condizioni sembrano pian piano migliorare. "Con i genitori, due bravissimi ragazzi, ci siamo ripromessi di fare una grande festa quando Dylan si riprenderà", racconta Antonella. A lei e ad Ylenia, i familiari di Dylan hanno espresso tutta la loro riconoscenza: "Ci hanno ringraziate un'infinità di volte, ma - dicono entrambe - non c'è da ringraziare. Abbiamo fatto quello che ci siamo sentite di fare, quello che potevamo fare, e grazie a Dio è andata così".

* Aggiornamento 24/08: Dylan ha lasciato la Rianimazione. E' stato trasferito al 'Giovanni XXIII': nei prossimi giorni potrà fare ritorno a casa.
 

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