Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Bancarotta e fatture false, quattro arresti e sequestri di beni per 5 milioni di euro

All'alba l'operazione della Guardia di Finanza. In manette quattro imprenditori: avevano messo in piedi un sistema di false fatturazioni e società intestate a prestanome per evadere il fisco

Associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, alle false comunicazioni sociali ed alla bancarotta fraudolenta: con questa accusa i militari della Guardia di Finanza di Bari hanno arrestato questa mattina quattro uomini della famiglia Perrone, proprietaria della società edilizia ''Cospet'' di Gravina in Puglia (Bari), fallita nel 2009.  Parallelamente alle ordinanze di custodia cautelare è scattato il sequestro di beni per un totale di circa 5,5 milioni di euro. Nell'ambito dell'operazione,denominata "Ablatum", i finanzieri hanno sequestrato tra l'altro due fabbricati ed un terreno a Gravina in Puglia, un fabbricato a Castellaneta Marina (Taranto), quote societarie e disponibilità bancarie.

Le quattro misure cautelari, tre in carcere e uno ai domiciliari, sono state emesse dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica. Le indagini della Guardia di Finanza sono cominciate dopo il fallimento della "Cospet" nel 2009 e hanno permesso di scoprire il cosiddetto ''sistema Petrone'': attraverso false fatturazioni e utilizzando propri dipendenti come prestanome per società "cartiere" inesistenti, riconducibili allo stesso gruppo e poi fatte fallire, i quattro indagati movimentavano ingenti somme (in totale circa 54 milioni di euro, quindi con un'evasione di circa 5,5 milioni di euro) per operazioni fasulle. Il gruppo così, con offerte al ribasso, riusciva a ottenere anche appalti pubblici per le proprie società realmente operanti nel settore dell'edilizia. Negli uffici della società sono stati scoperti timbri di funzionari del Comune di Gravina in Puglia, carta intestata di uffici pubblica intestati ed altra documentazione artefatta.

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