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Una delle immagini postate dai ragazzi (Fonte TriestePrima)

Una delle immagini postate dai ragazzi (Fonte TriestePrima)

Bandiera tricolore issata sul castello di Fiume, l'ammissione di tre ragazzi di Locorotondo: "Siamo stati noi"

Il video del gesto era diventato virale, provocando reazioni politiche sia in Italia che in Croazia. "Non un atto ostile nei confronti dei croati - scrivono - ma un'impresa curiosa, romantica e avventurosa e affascinante"

Sono di Locorotondo i tre ragazzi che a fine giugno scorso issarono la bandiera tricolore in cima al Castello di Tersatto, nelle vicinanze di Fiume. Come riportato da TriestePrima, è stato direttamente uno di loro ad assumersi la responsabilità del gesto, attraverso un post pubblicato su Facebook: "Non un atto ostile nei confronti dei croati - scrive - ma un'impresa curiosa, romantica e avventurosa e affascinante".

Come si poteva immaginare, un'impresa nata per celebrare il centesimo anniversario della presa di Fiume da parte dell'esercito guidato dal poeta Gabriele D'Annunzio, partito da Gorizia per riannettere la città - capoluogo della regione litoranea-montana in Croazia - all'Italia. La replica dei tre pugliesi arriva dopo che il video dell'azione, diventata presto virale sui social, aveva scatenato diverse polemiche politiche sia in Italia che in Croazia. Un post che l'autore Roberto Di Biasio conclude scrivendo: "Da italiano sento Fiume italiana, ed è come se una parte della famiglia ci fosse stata strappata. Non abbasseremo più la testa davanti alle ingiustizie storiche". Si può scommettere che l'ultima affermazione a qualcuno non piacerà. Firmato: Roberto Di Biasio, Ezio Scatigna, Giuseppe Palmisano. Da Locorotondo, Puglia, Adriatico occidentale".

Maggiori informazioni e aggiornamenti nell'articolo di TriestePrima

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