Dalla ristorazione ai servizi turistici fino all'artigianato per rigenerare i quartieri: 20 nuove attività con il bando D_Bari

L'importo complessivo del finanziamento, promosso dall'Assessorato allo Sviluppo Economico è di 2,4 milioni di euro: coinvolti tutti e cinque i Municipi cittadini

Via Manzoni (Immagine di repertorio)

Venti domande sono state depositate per partecipare al bando D_Bari, promosso dall'Assessorato comunale allo Sviluppo Economico e finanziato dai Poc Metro per favorire la nascita di nuove attività imprenditoriali nella città di Bari in zone specifiche con la finalità di rigenerarle dal punto di vista urbano. L'importo complessivo del finanziamento è di 2,4 milioni di euro. Tra le attività selezionate, nei cinque municipi, bar, lavanderie, servizi turistici, parrucchieri e ristorazione.

“Si tratta di una misura dalle grandi potenzialità - commenta l'assessore cittadino al Commercio, Carla Palone - che può impattare in maniera significativa sul tessuto economico e commerciale della nostra città favorendo un nuovo protagonismo imprenditoriale diffuso e consolidando il percorso della realizzazione dei Distretti urbani del commercio. Le prime istanze sono ben distribuite sul territorio comunale, con 7 richieste per il territorio del Municipio II, 5 per il I, 3 per il IV, 3 per il III e 2 per il V (specifiche nel file allegato) e riguardano diverse tipologie di attività che spaziano dalla ristorazione all’artigianato, dall’abbigliamento ai servizi al cittadino, dal commercio al dettaglio ai servizi di consulenza. Considerando che il bando è a sportello e l’importo disponibile è consistente, nelle prossime settimane continueremo a promuovere la conoscenza di questa misura che, nei fatti, integra le azioni di trasformazione fisica del contesto urbano nelle aree più fragili della città e le politiche di incentivazione economica. All’interno dello stand del Comune alla Fiera del Levante allestiremo perciò un desk dedicato proprio a D-Bari che, lo ricordo, prevede fino a un massimo di 50 mila euro a fondo perduto (max 40mila per investimenti, a fronte di un analogo co-finanziamento, e max 10mila per le spese di gestione del primo anno). In questo modo vogliamo sostenere chi sceglie di mettersi in gioco investendo in prima persona per ricostruire il tessuto commerciale della nostra città in particolare nelle aree che vivono le maggiori criticità”.

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Il bando, disponibile sul sito istituzionale del Comune a questo link, prevede che possano essere ammesse a finanziamento esclusivamente le seguenti attività economiche e produttive, purché aventi sede fissa e svolte in locali di cui almeno uno al pianterreno, aperti al pubblico e con accesso e affaccio diretto alla strada. Tra le categorie previste vi sono commercio al dettaglio di vicinato, artigianato, somministrazione di alimenti e bevande, strutture turistico-ricettive. servizi al cittadino e alle imprese in genere e attività di agenzia di affari. Sono escluse le attività esercitate su area pubblica o all’interno di centri commerciali, aree commerciali integrate e parchi commerciali o, comunque, ad essi collegate. Inoltre, sono escluse le attività di compravendita di oro, argento e altri metalli e oggetti preziosi usati, di commercio di armi, munizioni e articoli militari, i centri scommesse e le sale giochi, gli esercizi e/o attività aventi carattere temporaneo o stagionale e distributori automatici di prodotti vari.

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