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Si fingeva avvocato e falsificava atti per truffare i clienti: arrestata 41enne

La donna, residente a Bari, non aveva neppure la laurea, ma si spacciava per avvocato fingendo anche una collaborazione con la Fondazione Antiusura

Presentava atti, raccomandate, sentenze, per dimostrare ai suoi assistiti di aver risolto i loro guai legali. In realtà, però, si trattava di documenti falsi, 'fabbricati' all'occorrenza dalla sedicente avvocatessa, che pur spacciandosi per professionista la laurea in Giurisprudenza non l'aveva mai neppure conseguita.

La truffatrice, una 41enne residente a Bari, è stata smascherata dopo lunghe indagini effettuate su delega del sostituto procuratore Marco D'Agostino dalla sezione di Polizia giudiziaria della Polizia di Stato, che nei giorni scorsi ha arrestato la donna, collocata ai domiciliari.

Secondo quanto accertato dalla Procura, l'indagata "qualificandosi falsamente come avvocato (iscritta al corso di laurea in Giurisprudenza non aveva neppure sostenuto esami), prometteva alle proprie vittime di fornire tutela legale in materia civile e penale, anche fuori giurisdizione, soprattutto, in controversie legate a finanziamenti divenuti, per gli stessi, di difficile onorabilità".

Già nei mesi scorsi, nel corso di alcune perquisizioni, nella sua abitazione erano stati rinvenuti documenti relativi ad ignari assistiti, ma la sedicente professionistra avrebbe continuato la sua attività, arrivando anche a ostacolare le indagini, suggerendo alle vittime dì non presentarsi alle convocazioni della Polizia, nel tentativo di compromettere l'acquisizione delle prove.

Secondo la Procura, la donna aveva un modus operandi consolidato per cui "riceveva i malcapitati presso la propria abitazione, per guadagnarsi la fiducia; mostrava una parvenza di professionalità (scrivania professionale, consultazione di codici, ecc.); incuteva timori immaginari; pretendeva continuamente somme di denaro contante, senza mai rilasciare ricevute; predisponeva atti falsi in base alle singole situazioni; fingeva all'occorrenza di collaborare con la Fondazione Antiusura; illudeva le pp.oo. di aver risolto le loro vicissitudini finanziarie".
 

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