Cronaca

Bari Calcio, la scossa di Paparesta: "Management inspiegabile, lascio la società"

Il club manager rimette il mandato nelle mani di Antonio Matarrese: "Non ci sono più le condizioni per andare avanti. C'erano quattro trattative possibili, ora arenatesi". Lunedì l'assemblea dei soci: autogestione o auto-fallimento?

"Ieri sera ho rimesso nelle mani di Antonio Matarrese il mio mandato di club manager. Non ci sono più le condizioni per operare nella società perché le trattative in corso si sono arenate, a causa di una serie di incredibili avvenimenti e contraddizioni inspiegabili all'interno del management della società".  La scossa di Gianluca Paparesta arriva a pochi giorni dalla cruciale assemblea dei soci di lunedì, nella quale si dovrà decidere tra l'autogestione e l'auto-fallimento. L'ex assessore comunale al Marketing ha deciso, dopo uno scambio di mail e una telefonata con il patron del club, di lasciare dopo settimane di intenso lavoro per tirare fuori il Bari calcio dall'incubo della scomparsa dal calcio professionistico, sommerso da una montagna di debiti.

Una lotta quasi impari, resa più difficile, forse, da una mancata armonia con alcuni pezzi della catena di comando attuale, che Paparesta con garbo, non nomina mai, raccontando però, la cronistoria di un rapporto deterioratosi settimana dopo settimana. Mesi di impegno costante, alla ricerca di uno sponsor e tirando fuori iniziative come il San Nicola 'russo' sulla maglia e il calendario, per avvicinare ipotetici compratori e tifosi. Poco prima di Natale, però, sarebbero cominciati i problemi. Il 24 dicembre, racconta l'ex fischietto internazionale in un'affollata conferenza stampa nel circolo canottieri Barion, "la proprietà fece un discorso alla presenza di tutti, dal management ai giocatori, spiegando di dover tentare di conseguire l'obiettivo dei play-off, a mio avviso utile a generare entusiasmo e a raggiungere una possibile soluzione di tutti i problemi, dalla vendita ai debiti. Dopo 3 giorni ci fu la pesante sconfitta interna con lo Spezia e una conferenza stampa nella quale venne detto che l'obiettivo principale dovesse essere la salvezza. Ciò creò qualche problema nelle trattative".

Le incomprensioni sono via via aumentate, accompagnate da fatti eclatanti come il pignoramento di Galano e le pressioni del Comune di Bari per chiedere la restituzione di alcuni crediti, oltre ad alcune dichiarazioni in cui il management della società annunciava che i debiti reali fossero di circa 50 milioni di euro: il tutto è stato presumibilmente peggiorato dalla richiesta di concordato preventivo delle aziende dei Matarrese, che ha allontanato ulteriormente i potenziali acquirenti.

Paparesta svela che per rilevare il Bari, ci sarebbero state, negli ultimi 2 mesi, ben 4 diverse soluzioni: quella di Borghi, un'altra facente capo a imprenditori italiani, una composta da oligarchi russi e una ulteriore trattativa di emissari turchi. A chiedere informazioni, in un altro frangente, anche il magnate del Daghestan Suleyman Kerimov, noto per aver acquistato lo sconosciuto Anzhi, investendo cifre astronomiche e comprando giocatori del calibro di Eto'o, Willian e Zhirkov: Paparesta racconta però che l'ipotesi sarebbe sfumata in uno stato ancora embrionale. Al momento, comunque, le possibili trattarive restano congelate, in vista delle scelte future della società, con lo spettro incombente del crac senza alcun paracadute, se non si agirà per tempo.

D'altra parte però, potrebbe essere un'affare acquistare il Bari in un'asta fallimentare. Per conservare la categoria, bisognerebbe però ultimare ogni passagio burocratico e giudiziario entro il 30 giugno. Dal campo devono arrivare soprattutto risultati, perchè la perdita della B sarebbe fatale: " Oggi il Bari deve salvarsi - avverte Paparesta - perchè se va male, sarebbe tutto finito e non avremmo più motivo di parlare di trattative".

 

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