Cronaca

Bari, due ex giocatori del Castel di Sangro accusano: "Nel '97 partita truccata"

Attraverso l'inchiesta condotta dalla trasmissione Non è l'Arena di La7, due ex tesserati del club abruzzese gettano ombre sulla partita che sancì il ritorno in Serie A dei galletti

La festa dei tifosi baresi al fischio finale di Bari-Castel di Sangro

Ombre sulla promozione in Serie A del Bari nella stagione 1996-1997. A distanza di 21 anni, durante trasmissione di approfondimento Non è l'Arena in onda su La 7, che si sta occupando di 'calcio malato', due ex giocatori del Castel di Sangro, hanno reso alcune dichiarazioni che mettono in dubbio la regolarità della partita disputata il 15 giugno 1997 al San Nicola tra i galletti e la società abruzzese.

La sfida, decisiva ai fini della promozione nella massima serie dei biancorossi (e con il Castel di Sangro già salvo ndr), terminò 3-1 con la conseguente esplosione di gioia della città. Tuttavia, attorno a quella partita, sono sempre circolate strane voci che parlavano di una potenziale combine. Ne aveva parlato lo scrittore americano Joe McGinniss, autore di "Il Miracolo di Castel di Sangro" e ieri due ex tesserati del club, allora presieduto da Gabriele Gravina (recentemente candidato alla presidenza FIGC) hanno parlato di un ordine da parte della società di lasciar vincere il Bari, in cambio di un sostanzioso premio salvezza (si parla di 300 milioni di vecchie lire). Una nuova vecchia grana per i galletti, che con grande fatica stanno cercando di restaurare la propria reputazione dopo i fatti del 2011. 

La replica di Gravina

Non si è fatta attendere la replica dell’ex presidente del Castel Di Sangro, Gabriele Gravina che ai microfoni dell’ANSA ha dichiarato: “La promozione in Serie A del Bari e la permanenza in B del Castel di Sangro furono frutto di una competizione dura ed assolutamente regolare e oggi si vogliono macchiare ed infangare attraverso la predisposizione di un castello di illazioni, di ricordi che a distanza di 20 anni, per come artatamente ricostruite, tendono unicamente a screditare una pagina assolutamente pulita ed emozionante del calcio italiano. La vera stranezza di questa vicenda é la tempistica. I fatti e le vicende sono già state oggetto di valutazioni da parte delle Autorità giudiziarie che si sono pronunciate condannando a risarcimenti del danno chi allora si rese autore di analoghe diffamazioni, lo scrittore Joe McGinnis".

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