Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Bari città sicura?

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Quale futuro per la città? ma Bari è sicura?

I fatti di sangue della città dove pare sia scoppiata una guerra tra clan per la ripartizione del malaffare,ma Non solo il boom di furti, in parte compensato dall'aumento degli arresti. I settori del crimine in espansione sul nostro territorio sono anche altri, come contraffazione, gioco d''azzardo, usura.

È il quadro emerso nei primi mesi del 2014 su questa delicata situazione i candidati a primo cittadino dovranno confrontarsi al più presto perchè venga fatto il punto su cosa chiede la città e cosa si può fare per garantire la sicurezza, ma serve una consapevolezza che il crimine si evolve seguendo anche il percorso della crisi economica che, tra drammi sociali e precarietà, la alimenta.

Tra Comune e forze dell'ordine c'è già un forte legame ma ora serve coordinamento che significa collaborazione più condivisione più corresponsabilità sulle strategie da seguire. Secondo, il crimine organizzato segue una propria strategia "silente" che agisce in settori economici ai limiti della legge e non lascia segni evidenti sulle vittime, come capita per i rapinati o i derubati, ma devasta pezzi della comunità: i settori più in espansione sono contraffazione, gioco d'azzardo, usura; il Comune e tutte le forze dell'ordine devono tenere le antenne drizzate e captare le strategie criminali contrastandole con strategie nuove e specifiche.

Bari non è una città sicura Una criminalità, quella barese e più in generale pugliese, che muta forma al variare delle stagioni d'interesse, delle risorse umane e strumentali delle quali può di volta in volta usufruire. Un virus difficile da neutralizzare e per il quale non si è ancora trovato un vaccino. La criminalità barese si diversifica andando dalla microcriminalità alla malavita organizzata, alimentate e coltivate all'interno delle stesse macrofamiglie che si spartiscono, in maniera più o meno pacifica e duratura, il territorio cittadino.

Ora la città e suoi cittadini si interrogano sulle prospettive di una vita più sicura a questo domanda la politica deve dare una forte risposta reale e non di propaganda.

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