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Bari celebra il 2 giugno, al Sacrario militare la cerimonia per la Festa della Repubblica

La deposizione di una corona d'alloro alla presenza del ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. Emiliano: "Festeggiare il 2 Giugno è fare memoria di ciò che accadde e continuare ad avere fiducia nel domani"

Bari celebra il 2 giugno con una cerimonia al Sacrario militare di Japigia. In occasione del 74° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana, si è tenuta questa mattina la manifestazione che ha visto la presenza, in rappresentanza del governo, del Ministro per gli Affari Regionali e Autonomie Francesco Boccia.

La commemorazione si è svolta con la deposizione della corona d’alloro e la firma dell’Albo d’Onore, in memoria dei 75.000 militari italiani caduti in terra straniera durante la prima e la seconda guerra mondiale. Tra le autorità presenti, tra gli altri, il prefetto di Bari Antonia Bellomo e il Comandante della III Regione Aerea, il generale Aurelio Colagrande. Hanno partecipato anche il presidente della Regione Michele Emiliano, e del Consiglio regionale, Mario Loizzo. A rappresentare il Comune l’assessora allo Sviluppo economico Carla Palone, mentre il sindaco Decaro ha partecipato alla  manifestazione in programma a Roma, presso l’altare della Patria. La cerimonia si è svolta nel rispetto delle norme dettate dall’emergenza epidemiologica, relative al distanziamento sociale, evitando qualsiasi forma di assembramento. Non si è tenuta invece la tradizionale cerimonia dell'alzabandiera in largo Giannella, sul lungomare.

“Il 2 Giugno del 1946 - ha ricordato il presidente Emiliano in una nota - iniziò per gli italiani un cammino nuovo, lungo e travagliato, ma anche fecondo nella ricostruzione di un Paese che usciva dalla guerra. Alla scelta della Repubblica seguì l'elezione, per la prima volta col voto delle donne, dell'Assemblea Costituente, e poi l'approvazione della nostra Costituzione, autentica Carta dei valori e dei principi in cui riconoscersi. Festeggiare il 2 Giugno, quindi, vuol dire, fare memoria di ciò che accadde, vuol dire continuare ad avere fiducia nel domani, vuol dire consolidare le basi e le motivazioni del nostro agire quotidiano individuale e collettivo. Celebrare la nascita dello stato repubblicano, dopo il 25 aprile giornata della Liberazione ed il 1° maggio festa del Lavoro, vale a riaffermare il significato profondo della nostra storia. Vuol dire far coincidere la nostra identità nell'idea stessa di una Repubblica nata dal ripudio del totalitarismo e della guerra e tesa ai valori della pace, della solidarietà e del pieno sviluppo dei diritti di libertà delle donne e degli uomini”.


 

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