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Sabato, 13 Aprile 2024
Cronaca

Auto rubata, funzionaria della Prefettura si rivolge alla mafia dopo il furto: per riaverla paga 700 euro

L'episodio emerge dagli atti dell'inchiesta della Dda: dopo essersi rivolta a un soggetto ritenuto vicino ai Parisi, la donna fu costretta a pagare per riottenere la vettura

Una richiesta di aiuto per ritrovare l'auto rubata, fatta da una funzionaria della Prefettura di Bari a un soggetto ritenuto vicino al clan Parisi. L'episodio, avvenuto nel 2018, emerge dalle carte dell'inchiesta della Dda 'Codice interno'.

La donna, come emerge da alcune conversazioni intercettate, dopo aver appreso del furto della sua auto, una Lancia Musa, telefona al 32enne Gaetano Scolletta, ritenuto dagli inquirenti soggetto contiguo al clan Parisi, chiedendo aiuto per recuperare il mezzo. L'uomo le chiede il numero di targa, e dopo averlo ricevuto si attiva per individuare l'auto.

Dalle intercettazioni emergono quindi i contatti tra l'indagato e altri soggetti (non identificati), così come la richiesta di denaro formulata per restituire l'auto, a cui l'indagato aggiunge altri 100 per la propria opera di 'mediazione'.

Al 32enne, infatti, in relazione a questo specifico episodio, è contestata l'estorsione nei confronti della donna, poi effettivamente costretta a pagare la somma di 700 euro (la vicenda viene inquadrata come un caso di 'cavallo di ritorno'), ridotta dopo le iniziali richieste.

"Questi, la macchina, 700 euro vogliono", dice il 32enne raccontando a una terza persona delle 'trattative' in corso per recuperare l'auto della funzionaria. "Perchè 'noi, la macchina'... ha detto... 'l'abbiamo venduta... la siamo andata a prendere da dove stava... ho pagato il ragazzo". E ancora, riportando un dialogo avuto con la vittima del furto: "Ho detto a quella, '800 euro mi devi dare', ho detto, 'se vuoi la macchina".

In una successiva conversazione, il 32enne riferisce la richiesta di denaro alla funzionaria. "Perché io non è c'ho tutti questi soldi... non ce li ho", dice la donna, "Tu non puoi chiedere cinquecento? Dì, 'cinquecento tiene la signora'" (la richiesta finale, come emerge sempre dalle telefonate, sarà di 700 euro). 

Come emerge ancora dagli atti, il 32enne accompagna poi la donna alla riconsegna' dell'auto. Ed è proprio lui, insieme a un altro soggetto (non identificato) intervenuto per riportare il mezzo, a suggerire alla donna come comportarsi, consigliandole di fare una "chiamata anonima" ai carabinieri per segnalare "una macchina sospetta", in modo da simulare il ritrovamento della stessa.


 

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