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Tra cori, striscioni e fumogeni, anche Bari si unisce alla protesta contro il dpcm Covid: il corteo in centro

In centinaia hanno partecipato alla manifestazione 'Bari non chiude' contro i provvedimenti per ridurre i contagi legati alla pandemia. E non sono mancati i momenti di tensione

 

Al grido di ‘Libertà, Libertà’ i baresi scendono in piazza per protestare contro l’ultimo dpcm Covid. Un serpentone umano composto da centinaia persone, che hanno risposto presente all’appello degli organizzatori di ‘Bari non chiude’ e hanno sfilato da piazza del Ferrarese fino in piazza Libertà. Un corteo che non risparmia momenti di tensione, ad esempio quando una donna tenta di strappare lo striscione con il messaggio ‘Bari non chiude. No al nuovo dpcm’, posto in testa alla manifestazione. Tra le urla dei manifestanti e la ressa, viene prima accerchiata dai manifestanti e poi allontanata. Poco dopo, viene lanciato un fumogeno colorato tra le persone; stessa scena che si ripeterà quando la protesta si trasforma in sit-in statico sotto il colonnato del Teatro Piccinni.

 Al megafono si alternano le voci dei presenti, rappresentanti delle categorie maggiormente colpiti dai provvedimenti: ristoratori, rappresentanti del settore wedding, titolari dei locali, anche i genitori costretti ora a fare nuovamente i conti con la didattica a distanza che toglie tempo al lavoro. Interventi inframezzati dai cori, destinati a quella classe politica che è il vero bersaglio della rabbia dei manifestanti: dal premier Conte al governatore Emiliano, fino al sindaco di Bari, Antonio Decaro, a cui viene chiesto dai manifestanti anche di unirsi alla protesta sotto Palazzo di Città. 

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