Cronaca

Bari non dimentica: Paolo Borsellino, memoria di una morte annunciata

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

In occasione del ventunesimo anniversario della strage di via D'Amelio in cui persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, l'amministrazione comunale intende commemorare quelle vittime innocenti di mafia con la deposizione di una corona d'alloro.

La cerimonia avrà luogo oggi, venerdì 19 luglio, alle ore 9.30, in via Borsellino e Falcone, alla presenza del vicesindaco Alfonso Pisicchio.

Borsellino: "La mafia mi ucciderà, altri lo consentiranno"

"Paolo mi disse: mi ucciderà la mafia ma solo quando altri glielo consentiranno" così AgneseBorsellino, vedova di Paolo, raccontò ai magistrati di Caltanissetta che indagavano sui mandanti della strage di via D'Amelio i timori del magistrato dopo la strage di Capaci. Ventun anni fa, il 19 luglio del 1992, l'esplosione di un ordigno esplosivo radiocomandato all'interno di una 126 rossa fece saltare in aria il Procuratore aggiunto di Palermo.

Sapeva di essere nel mirino di Cosa Nostra, Paolo Borsellino, ma soprattutto sapeva che qualche rappresentante dello Stato lo avrebbe tradito, perchè c'era chi nelle istituzioni lavorava contro l'antimafia, come quando rivelò alla moglie Agnese che l'ex capo del Ros, il generale Antonio Subranni, era "punciuto" (cioè era un "uomo d'onore" affiliato a Cosa Nostra).

Il 19 luglio è il giorno della memoria in ricordo di un eroe e simbolo della legalità come Borsellino: una giornata che spesso finisce per essere fagocitata da decine di iniziative, passerelle di politici ed autorità, proclami e dichiarazioni di facciata. Mentre i movimenti dell'antimafia, come quello delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino, continuano invece a raccontare la vicenda umana e professionale di Paolo Borsellino, a rimettere insieme i fatti e a porre domande su una vicenda troppo spesso strumentalmente deformata dai depistaggi di Stato e dalle speculazioni mediatiche, per ricordare l'eredità di Paolo ma soprattutto per chiedere che venga fatta luce su una delle pagine più vergognose della storia recente di questo Paese.

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