Cronaca

Feste di Natale senz'acqua, Sos da Bari vecchia: "Situazione drammatica"

A rilanciare l'allarme Michele Fanelli, presidente del circolo Acli Dalfino: "Chiediamo almeno che l'acqua sia erogata più volte al giorno"

Una situazione "veramente drammatica", che rischia di aggravarsi nei giorni delle festività natalizie, quando, tra preparativi, cenoni e incontri in famiglia, i residenti di Bari vecchia continueranno a dover fare conti con la mancanza d'acqua.

Un'emergenza che interessa la città vecchia come molte altre zone della città, ma che ne borgo antico ha 'radici' antiche. A richiamare l'attenzione su Bari vecchia è il presidente dell'Acli Dalfino, Michele Fanelli. "I rubinetti erogano acqua solamente poche ore al giorno, l’acqua arriva la notte, e va via verso le 8,00 del mattino. La situazione è veramente drammatica perché la bassa pressione, non fa arrivare l’acqua ai piani più alti e le autoclavi collocate sui terrazzi non si riempiono ed il dramma diventa disastro, perché bisogna fornirsi per il fabbisogno dell’intera famiglia, tutta l’acqua necessaria", afferma Fanelli in una nota.

"In questi giorni di festa - prosegue - la situazione diventa ancora più difficile, non vorremmo come il 2000 arrivare a chiedere l’intervento delle autobotti, perché non vorremmo trascorrere un Natale a secco". Una situazione che - ricorda Fanelli - si ripete da tempo e che "non è stata mai presa sul serio visto la forte perdita che si ha nelle condotte, ormai obsolete e perforate di cui si ha una perdita di notevole percentuale. Ci chiediamo: ma come mai, un’Ente come l’Acquedotto Pugliese attua queste restrizioni, solo con la scusa che non piove, allora dobbiamo imparare a “fare la danza della pioggia” e non ad intervenire e tamponare la notevole perdita che da anni provoca disagi immani alla povera gente". "In altri paesi del mondo dove l’acqua non c’è, come Israele, hanno trovato le soluzioni idonee, dissalando l’acqua marina. Noi - conclude Fanelli - non pretendiamo dissalatori, ma che almeno l’acqua sia erogata più ore al giorno, per una civile e democratica sussistenza nel rispetto di quel “bene comune”, vogliamo l’acqua quale fonte di vita".
 

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